«Una manifestazione a Lampedusa»

Non passa settimana che non si viene a conoscenza dell’ennesimo naufragio, che sta trasformando il Mediterraneo da millenario ponte di scambio di culture in un lugubre cimitero marino; in questo contesto aggravato da uno scenario di guerra permanente che coinvolge ormai tutta l’Area del Medio-Oriente, sono le leggi repressive sull’immigrazione che hanno creato una nuova clandestinità finalizzata allo sfruttamento dei migranti considerati solo come forza lavoro «usa e getta». Il sistema legislativo italiano ha reso impossibile l’ingresso legale favorendo, di fatto, il ricatto di trafficanti che speculano sulla tratta degli esseri umani.
Da anni i movimenti antirazzisti in Europa e in Italia lottano per la chiusura delle galere etniche: i Centri di Permanenza Temporanea istituiti dalla legge Turco-Napolitano, nel quadro di normative europee (Schengen) ispirate ad un medesimo intento contenitivo e repressivo, sono la manifestazione più intollerabile e oscena della risposta segregazionista al fenomeno dell’immigrazione. Sono lager dove uomini e donne vengono privati della libertà non per ciò che hanno commesso, ma per ciò che sono. Tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani e sul diritto d’asilo vengono calpestate.
A Lampedusa l’emergenza immigrazione è diventata un business: si spendono fiumi di denaro pubblico per condizioni di detenzione. Oggi, anche per il clima xenofobo instaurato, assistiamo a delazioni o a vere e proprie omissioni di soccorso in mare da parte di marinerie intimorite da conseguenze legali ed economiche. Chiediamo un sistema di accoglienza che passi per la fruizione delle strutture pubbliche, in primis le Asl, piuttosto che per l’affidamento ad enti ed associazioni private che lucrano sul circuito detentivo e sulle tragedie dei migranti. Facciamo appello alle realtà di base, all’associazionismo, alle forze politiche, ai parlamentari italiani ed europei a sottoscrivere la mobilitazione del 9 e 10 settembre.
Per la chiusura di tutti i Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri di identificazione, a cominciare dal centro di Lampedusa; per l’abrogazione della legge Bossi-Fini senza che si torni alla precedente che l’ha ispirata; per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro – per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti asilo e i rifugiati anche con l’abbattimento delle spese legali; per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti; per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di tutti i migranti in Italia; per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione.
Promosso da: Arci, Attac Sicilia, Carta, Cgil Sicilia,Circolo Arci «Thomas Sankara», Confederazione Cobas Sicilia, Csoa Ask 191, Emergency, Fiom Cgil Sicilia, il manifesto, Laboratorio Zeta, Laici Comboniani, Network Antagonista Siciliano, Osservatorio Migranti Agrigento, Rete Antirazzista Siciliana, Social Help, Agrigento. Info e adesioni:[email protected], [email protected], www.inventati.org/zetalab