Una lettera sul Giorno della Memoria

Si sta avvicinando la data del 27 gennaio, che in Italia è stata riconosciuta ufficialmente come ” giorno della memoria” in ricordo delle vittime dello sterminio nazista.

Per un malinteso, per rimozione, per ipocrisia, o non si sa perché, questa data è stata considerata dalle autorità italiane in relazione alla shoah, lo sterminio sistematico del popolo ebraico, dimenticando l’internamento e lo sterminio degli oppositori politici, degli omosessuali, e di altre minoranze nazionali o religiose la più nutrita delle quali fu il popolo dei rom e dei sinti, gli zingari.Per questi ultimi lo sterminio razziale, l’annientamento nei campi di quasi un milione di rom e sinti, prende il nome di porrajmos:è la loro shoah.
Da più parti si sono levate richieste alle autorità italiane per estendere il significato della giornata della memoria a tutte le vittime dello sterminio nazista, questa richiesta è stata sostenuta anche da numerosi appartenenti alle comunità ebraiche, chiedendo al governo italiano di fare questa modifica. La questione non è di mero ed astratto ricordo: le autorità italiane nel periodo fascista si resero responsabili a partire dal 1926 del progressivo internamento di rom e sinti in decine di campi di concentramento sparsi in tutta la penisola. La conclusione del tragitto per molti fu ad Aushwitz-Birkenau. Il popolo dei rom e dei sinti non si è mai ripreso da quella tragedia e da un clima di persecuzione e discriminazione che in Occidente non si è mai sopito. In particolare dopo la disgregazione della ex Jugoslavia e la guerra del 1999, le minoranze rom della Jugoslavia ed in particolare del Kossovo sono state costrette, con la violenza e prive di qualunque sostegno, ad abbandonare la loro terra e vivono oggi in condizione di estrema emarginazione e minaccia nelle nostre periferie. L’epurazione del Kossovo da ogni minoranza, compresa la comunità ebraica kossovara, è un fatto che le forze militari alleate e la classe politica che sponsorizzò quella guerra e la successiva occupazione possono solo cercare di nascondere.

Nel seguente link è possibile richiedere un dvd doppio dal titolo “a forza di essere vento” realizzato dall’Opera Nomadi , con la collaborazione delle comunità ebraiche, un documentario a più voci sullo sterminio di rom e sinti e un bellissimo intervento, con musiche e parole, di Moni Ovadia in difesa dell’ultimo popolo “senza confini, senza barriere”. Una ricerca sulla storia dello sterminio dei rom e dei sinti che merita di essere conosciuta e diffusa.

http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=1230 a forza di essere vento

http://www.sivola.net/download/kossovo.htm#02 appello europeo per i rom del kosovo e della ex Jugoslavia

http://www.kelebekler.com/kosovo-it.htm (La cacciata degli ebrei dal Kosovo)