Una lettera a Liberazione di alcuni circoli del PRC nell’emigrazione

Car* compagn*
quella sotto è la lettera che abbiamo appena inviato a “Liberazione” per partecipare al dibattito sull’unità comunista. Sappiamo bene che le possibilità di pubblicazione sono praticamente zero, non solo perché il “nostro” giornale ben difficilmente continuerà a dare spazio a questi temi (sono evidentemente molto più interessanti le Alte Lodi a Obama o le genialità di ultim’ora tipo quella della “costellazione”), ma anche perché già abbiamo avuto qualche dura polemica con loro, anche in tempi recenti con i tagli al giornale nelle regioni del sud. Comunque speriamo di poter contribuire quanto meno come “massa critica” e segno di come stanno le cose anche da queste parti, dove il lavoro comune tra comunisti è ben avanzato e consolidato da tempo in tutta naturalità e senza storie di tessere di un segno o dell’altro.
Riguardo ai passi formali con le compagne e i compagni del PRC e del PdCI, dopo i primi contatti e collaborazione sistematica almeno dal 2006, il 21 gennaio 2009 è nata l'”Unità Comunista del Belgio – Comunisti Insieme” (con un protocollo politico-logistico), poi il 27 giugno abbiamo costituito il Coordinamento Comunista del Belgio, e entro il prossimo mese terremo l’Assemblea di costituzione della Federazione Comunista del Belgio, anche in vista e preparazione dell’Assemblea Nazionale che dovrebbe essere a fine novembre. Il prossimo passo che ci resta è fare il Partito unico… ma questo dipenderà anche da come andranno le cose in Italia, almeno finché ci sarà spazio effettivo di manovra e lavoro politico. Tutti i dettagli e i documenti sul lavoro unitario che stiamo portando avanti qui sono su http://www.rifondazione.be/ucb_ci_bruxelles.html
Fraterni saluti comunisti,
Mario

IL TESTO DELLA LETTERA

Cara “Liberazione”,
salutiamo molto positivamente il dibattito apertosi sull’unità dei Comunisti sul nostro giornale in questi giorni, perché fa finalmente riemergere un tema che appare troppo spesso tabù, specialmente in certi ambienti del nostro Partito della Rifondazione Comunista.
Nella nostra esperienza di militanti di base, all’estero ma anche in Italia, abbiamo abbandonato da tempo pregiudizi nei confronti dei compagni del PdCI e di altri esterni, e per fortuna che lo abbiamo fatto! Grazie a questa apertura, ben ricambiata, siamo riusciti a dare vita, da tempi non sospetti, ad una unità d’azione che oggi ha un nome col quale ci firmiamo unitariamente in tutte le nostre iniziative, documenti, volantini etc.: la “Federazione Comunista del Belgio”.

Anche per questioni logistiche abbiamo condiviso la sede di Bruxelles, lavoriamo insieme anche nella Vallonia, nelle Fiandre e nel Lussemburgo, e contribuiamo a pubblicare un giornale, Aurora, che è un mensile di politica e cultura per gli emigrati per l’unità comunista, diffuso in tutta Europa.
L’unità comunista noi non la declamiamo in teoria, ma la pratichiamo nella quotidianità, nell’affrontare insieme problemi, iniziative e mobilitazioni, e lo facciamo semplicemente perché siamo comunisti e perché l'”analisi concreta della situazione concreta” ci ha portato a capire da tempo che il cammino dell’unità è quello da seguire. Un’unità comunista che non esclude naturalmente possibili aggregazioni e forme di cooperazione con altre forze della sinistra anticapitalista e di alternativa; ma se non riusciamo ad unirci noi comunisti ovunque collocati, come possiamo pensare di unirci con altri? Qui lavoriamo insieme tra PRC e PdCI senza stare troppo a giocare a chi ce l’ha più lungo tra “noi” e “loro”, come per esempio invece vediamo nella risposta del compagno Vinti al compagno Giannini, dove si fa ancora un largo uso di vecchi luoghi comuni che nei territori, nella pratica, sono spesso ormai superati. Specialmente in ciò che pensano e fanno i compagni in carne ed ossa: e specialmente sono stati i vecchi compagni, quelli con un passato di vera manovalanza forte e generosa nel PCI, quelli che hanno sempre la barra dritta e la bussola giusta, a dirci per primi che per loro quella dell’unità comunista è l’unica strada possibile, altrimenti se ne sarebbero ritornati a casa. Se il Nazionale si decidesse ad uscire da questa fase di stallo, facendo passi concreti verso l’unità comunista, siamo sicuri che molti veri militanti, oggi incolpevolmente stanchi e rassegnati, riscoprirebbero l’entusiasmo. Lo sappiamo benissimo che l’unità comunista non è sufficiente, ma altrettanto benissimo sappiamo che è necessaria, perchè i comunisti ci siano veramente con forza nella Federazione della Sinistra di Alternativa come nelle lotte e nelle prospettive di un cambiamento della società.

Fraterni saluti comunisti

Le compagne e i compagni dei Circoli di Rifondazione Comunista del Belgio “Enrico Berlinguer”, di Bruxelles e della Vallonia, e del Lussemburgo “Che Guevara”