«Un omicidio per bloccare la nascita di un governo di unità nazionale»

«L’uccisione di Pierre Gemayel è un crimine orribile che la leadership degli Hezbollah ha condannato nei termini più duri possibili. Un puro atto di terrorismo compiuto per spingere il paese verso il caos e la guerra civile e per bloccare la campagna di mobilitazione pacifica preparata dall’opposizione per ottenere un governo di unità nazionale o nuove elezioni, il cui inizio era previsto per oggi. Una battaglia per il rispetto della democrazia e della costituzione. Il governo Siniora è infatti illegittimo e incostituzionale dal momento che in esso non è più rappresentata una delle comunità principali del paese. Non si può stabilizzare il Libano senza un governo autorevole che goda del consenso dell’intero paese». Ibrahim Moussawi direttore dei Tg presso la televisione Al Manar, vicina agli Hezbollah, divenuta ormai una delle più importanti del Libano, e dell’intero medioriente, ci confessa tutta la sua preoccupazione e il suo sdegno per l’uccisione di Pierre Gemayel e per le sue possibili, disastrose conseguenze. «Ora di fronte a questo crimine il vasto fronte dell’opposizione – continua Moussawi – dagli Hezbollah ad Amal, dal Partito comunista a molti ex premier, dalla maggioranza della comunità maronita facente riferimento al generale Aoun, e a importanti settori sunniti, ha si deciso di confermare la campagna contro il governo ma si è vista costretta, per quel senso di responsabilità che manca, purtroppo, a gran parte della maggioranza, a rimandarne l’inizio».
Gli Stati uniti, e non solo loro, sembrano decisi a sostenere ad ogni costo il governo Siniora….
Un governo di minoranza che pretende di imporre con la forza la sua volontà, magari con l’aiuto di forze esterne, può solo portare al caos. Il tentativo di controllare il Libano appoggiandosi ad una comunità contro un altra non è mai riuscito e ha sempre avuto effetti tragici.
E adesso? C’è chi parla già di una nuova guerra civile…
La situazione è gravissima ma le forze principali che potrebbe realmente farla non ne hanno alcuna intenzione e chi si agita tanto sperando di promuoverla in realtà non è in grado di portarla avanti. Mi auguro che il governo si renda conto dei rischi che stiamo correndo e, approfittando della finestra lasciata socchiusa dall’opposizione, accetti una soluzione di compromesso. Purtroppo in questi giorni mi sembra che il premier Fouad Siniora continui a prendere decisioni assai importanti, come il via libera al tribunale internazionale, senza la presenza dei nostri ministri rendendole così del tutto nulle.
Perché avete lasciato il governo?
Perché Siniora ha rifiutato ogni compromesso e non ha rispettato il programma concordato. Non siamo disposti a fare da notai delle decisioni prese dall’ambasciatore Usa.
Il governo vi ha accusato di essere contro una corte internazionale per Hariri…
Non è affatto vero. Noi siamo favorevoli ma vogliamo discuterne a fondo le prerogative, verificare se e in che misura violi la sovranità del paese, avere assicurazioni che non verrà usato per portare avanti agende straniere che nulla hanno a che vedere con la giustizia.
Vi sono pericoli per l’Unifil nel sud…
Tutti sono pronti ad accettare l’Unifil se questa si limiterà a sostenere l’esercito libanese. Purtroppo mi sembra che, in pratica, vi sia una modifica del suo mandato che ha già provocato alcuni incidenti specialmente nel settore dove operano i militari spagnoli. Ma non solo li. C’è il rischio che la luna di miele dell’Unifil II nel Libano del sud possa finire.