Un intervento di Salvatore Palumbo

Mercoledi 17 febbraio, presso il laboratorio Zeta a Palermo, si è svolta l’iniziativa rientrante nella campagna nazionale di solidarietà a Salvatore Palumbo promossa dalla Rete Nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, una campagna rilanciata con forza a Roma nella riunione del 16 gennaio scorso, che vede in contemporanea in altre città del nostro paese la mobilitazione in varie forme a sostegno di un operaio che come altri lavoratori, rls, è stato colpito dalla repressione padronale con il licenziamento perché divenuto scomodo per la lotta portata avanti negli anni in fabbrica contro la mancanza di sicurezza sul lavoro.

L’iniziativa, assemblea e proiezione del video/intervista “Cantieri letali” della giornalista Francesca Mannocchi, preceduta da una settimana di attacchinaggi e volantinaggi in tutta la città, nei posti di lavoro, in primis la Fincantieri, ha visto la partecipazione di operai ed ex operai della Fincantieri, lavoratori della scuola e del pubblico servizio dello Slai Cobas per il sindacato di classe, cittadini, familiari e amici dell’operaio, i giovani di Red Block, i rappresentanti dell’associazione .RITA ATRIA, e del laboratorio Zeta, i compagni della rete nodo Palermo.

La proiezione è stata preceduta da una breve introduzione di un compagno del nodo palermitano della Rete che ha messo in evidenza i dati rilevanti delle morti e infortuni e informato sul lavoro che la Rete nazionale porta avanti e gli obiettivi che si prefigge di raggiungere, in particolare si è presentato il prossimo convegno che si terrà a Ravenna il 13 marzo prossimo “Precari da morire” sul rapporto precarietà/sicurezza sul lavoro.

Nel video/intervista, nella sostanza, si evince l’esistenza di un sistema che serve ad arricchire i padroni sulla pelle degli operai e a proteggere burocrati e privilegiati sindacali, vedi i confederali, viene messo in evidenza il sostegno e la partecipazione testimoniale di operai ex sindacalisti, di alcuni operai fincantieri e delle ditte, la denuncia dell’avvocato di Salvatore Nadia Spallitta, che spiega anche sotto gli aspetti tecnico-legali l’assurdità del licenziamento, ma esce chiaramente fuori anche l’ipocrisia della Fiom rappresentata nel video dal segretario provinciale?! Piastra e dal coordinatore nazionale della Cgil Sandro Bianchi che dicono di essere sconcertati da quanto accaduto ma alla fine “augurano” a Salvatore di vincere la sua battaglia, come a dire “te la canti e te la suoni!”

Alla fine del video, che è stato sottolineato con applausi dai presenti, un operaio della Fincantieri dirigente sindacale fiom-cgil ha aperto la discussione leggendo una lettera scritta di suo pugno (ai propri compagni e sindacati compresi in occasione delle feste natalizie) che mette in evidenza le contraddizioni che un delegato sincero vive all’interno del suo sindacato: nella lettera forte è la denuncia contro la Fincantieri che agisce ormai da anni contro il rilancio e il futuro cantieristico palermitano a danno degli operai da sfruttare fino ad ucciderli quando serve e poi da buttare via quando non servono più, si legge “camminiamo per il cantiere ‘passeggiando la scimmia’,e se vai dal capo del personale e chiedi di volere lavorare ti risponde: O PASSEGGI LA SCIMMIA!! O VAI IN CASSA-INTEGRAZIONE.!!”, che agli operai veniva detto che la c.i.g. era all’80% per poi scoprire dopo qualche mese che la suddetta c.i.g. o era retribuita all’65%, attualmente neanche si deve parlare di sicurezza, considerato che all’interno dell’officina c’è una navetta intera e si lavora senza alcuna condizione di sicurezza, perché si viene ricattati sul posto di lavoro…”

Il dibattito si è dunque allargato con la partecipazione di un ex operaio sindacalista fiom-cgil Fincantieri,che ha raccontato con molta amarezza come ai giovani non sia stato trasmesso il bagaglio della cultura di classe nelle sue forme e lotte conquistate nei tempi e che ogni giorno da padroni e governo vengono calpestate, e che non c’è nessuno che oggi rappresenta davvero dentro lo stabilimento gli interessi degli operai, concludeva apprezzando la lotta di Salvo in particolare per avere raccolto tanta documentazione tale da dimostrare a tutti la vera realtà che si vive all’interno della fabbrica, un caso che si unisce a tanti altri.

Sono state tante le domande sugli esiti della causa, le dimostrazioni di solidarietà dei presenti, ma forte ed emozionante è stato l’intervento di Brigida Parisi , mia madre, che ha parlato con commozione mista a rabbia di suo fratello, l’operaio Fincantieri Giuseppe Parisi, morto sul lavoro proprio il 18 Febbraio del 1980, una gomena si sganciava dalla bitta ed il ritorno della stessa gli faceva saltare la testa. Brigida ha parlato della solitudine e disperazione che deve affrontare una famiglia colpita dal menefreghismo e dal malaffare dei padroni dei Cantieri navali, ma anche dei sindacalisti che in una assemblea con gli operai dopo il licenziamento di Salvo, non le hanno permesso di prendere la parola che aveva chiesto, “avevano forse paura di una donna???!”,

E’ intervenuta alla fine la compagna della Rete che ha messo in evidenza l’aspetto femminile che emerge in questa lotta che viene messo in risalto dall’intervento di Brigida ma anche dalla figura di Angela, mia moglie e madre dei miei figli,che sta affrontando questa lotta con forza e determinazione e che nel video denuncia anche quello che le donne in generale ma soprattutto in una terra come la Sicilia devono doppiamente subire vedi la difficoltà di trovare un lavoro.

Con la rappresentante dell’Associazione Rita Atria abbiamo iniziato a parlare di organizzare iniziative simili a Milazzo, Messina e Catania.

Cari compagni saluti a tutti voi,
con affetto Salvatore Palumbo per la Rete