Un finto battesimo come tortura rapporto choc su Guantanamo

Secondo alcuni documenti dell´Fbi resi noti ieri, gli agenti del Bureau avrebbero assistito a maltrattamenti e offese al Corano nella prigione militare di Guantanamo a Cuba. Nell´ottobre 2002 un capitano dei Marine si sarebbe accovacciato su una copia del testo sacro dell´Islam durante un interrogatorio di un prigioniero musulmano che, secondo un agente dell´Fbi, si sarebbe «indignato» per questa tattica. Un secondo agente ha descritto episodi analoghi ma dai documenti non è chiaro se si tratti di un caso a sé o dello stesso.
Dai documenti risulta che in un altro incidente, verificatosi nello stesso mese, gli addetti agli interrogatori avrebbero avvolto la testa di un prigioniero con la barba nel nastro adesivo «perché non smetteva di citare il Corano», secondo un agente dell´Fbi. L´agente, il cui racconto è stato confermato da un collega, ha detto che il contractor, un civile, ha ridacchiato di questo trattamento ed era impaziente di raccontarlo in giro.
I rapporti costituiscono una nuova e distinta documentazione sulle presunte tattiche a sfondo religioso in uso nei confronti dei prigionieri musulmani a Guantanamo. Dopo che alcuni voci infondate di offese al Corano avevano scatenato nel 2005 alcune gravi proteste nel mondo, l´esercito Usa aveva condotto un´indagine che aveva confermato cinque incidenti di maltrattamento intenzionale e non intenzionale del libro sacro all´Islam. L´indagine aveva appurato che i soldati e gli addetti agli interrogatori avevano preso a calci il Corano, vi erano saliti sopra e in un caso avevano inavvertitamente spruzzato una copia di urina.
I rapporti resi noti ieri sono il risultato di un´indagine interna condotta nel 2004 dall´Fbi che ha chiesto a circa 500 dipendenti che si sono avvicendati a Guantanamo Bay di riferire eventuali episodi di maltrattamenti da parte delle forze dell´ordine o del personale militare. Sono stati così riferiti circa 24-26 incidenti. I nuovi documenti sono stati trasmessi nell´ambito di un procedimento legale intentato dall´American Civil Liberties Union. In queste nuove carte gli agenti dell´Fbi testimoniano di aver assistito a 26 incidenti di possibile maltrattamento di detenuti nel carcere di Guantanamo, inclusi i casi già noti di prigionieri incatenati al pavimento per lunghi periodi di tempo o sottoposti a tattiche a sfondo sessuale da parte di addetti agli interrogatori di sesso femminile.
In un caso precedentemente non noto, un addetto agli interrogatori si è vantato con un agente dell´Fbi di aver costretto un prigioniero ad ascoltare «musica black metal satanica per ore», e poi di essersi travestito da prete cattolico prima di «battezzarlo». Un altro agente ha riferito che gli è stato detto che mentre interrogavano alcuni prigionieri di sesso maschile gli addetti agli interrogatori di sesso femminile talvolta si bagnavano le mani e toccavano i prigionieri in volto per interromperne le preghiere. Simili gesti avrebbero fatto sì che i musulmani si considerassero sporchi e dovessero necessariamente interrompere la loro preghiera.
Un memorandum dell´Fbi sottolinea che nessuno degli incidenti ha coinvolto personale dell´Agenzia o del Dipartimento della Giustizia, ma personale di altre agenzie governative o contractor esterni. A settembre il Pentagono ha adottato le nuove normative per gli interrogatori che escludono qualsiasi tipo di dura tecnica adottata a Guantanamo, nei centri di detenzione in Iraq e in altre prigioni oltreoceano dagli attentati dell´11 settembre 2001.

(Copyright The Washington Post-la Repubblica. Traduzione di Anna Bissanti)