Un falco vola sull’America Latina

Il segretario alla difesa Usa Rumsfeld visita per la prima volta Argentina e Brasile

Donald Rumsfeld, il signore della guerra, ideologo dell’invasione dell’Afghanistan e dell’occupazione dell’Iraq, è sbarcato questa settimana in America Latina. In un viaggio lampo, durato due giorni, ha visitato l’Argentina e il Brasile. Forse non è un caso che questa sia la prima visita del segretario alla Difesa del governo di Georges W. Bush. Dopo il 2001, con il crollo delle Torri gemelle di new York, l’attenzione del «grande fratello del Nord» si è allentata lasciando spazio alla nascita di nuove prospettive nel sud del continente. Il governo «socialista» del Cile, quello di centro sinistra argentino, la gestione Lula in Brasile, il neo eletto governo di sinistra in Uruguay non destano però grandi preoccupazioni all’amministrazione americana. Ciò che preoccupa Bush è il Venezuela di Chavez, la guerriglia colombiana della Farc e, anche se in minor misura, il pericolo Evo Morales in Bolivia. La visita di Rumsfeld somiglia dunque al rientro del padrone di casa dopo una lunga assenza. È un segnale, un campanello di allarme per la regione.

Il viaggio di Rumsfeld ha avuto inizio in Argentina, paese che dal dicembre 2001 ha compiuto importanti cambiamenti allontanandosi dalle ricette neoliberiste del Fondo Monetario Internazionale e contrapponendosi alle direttive della stessa Casa Bianca. Per gli argentini, la crisi che ha spinto il paese nella peggiore crisi economica della sua storia è conseguenza delle politiche volute a Washington. In questi anni il paese ha accentuato una posizione autonoma. In questo senso, il progetto della creazione di un mercato comune delle Americhe (Alca) è stato visto come l’ultimo passo della vecchia dottrina Monroe, il presidente nordamericano che nel 1823 proclamava la celebre frase: «L’America per gli Americani». L’Alca è stato momentaneamente archiviato, ma esiste la consapevolezza che un simile accordo rappresenterebbe l’ennesimo, e forse definitivo, tentativo di annessione.

La visita in Argentina di Rumsfeld può essere considerata anche una prova di quanto potrebbe succedere in un eventuale viaggio di Georges W. Bush. Contro la visita del segretario alla Difesa hanno manifestato i partiti di sinistra, mentre i piqueteros hanno bloccato l’accesso alla capitale nella parte sud, nel tristemente celebre Puente Pueyrredon dove due anni fa, in una analoga manifestazione. la polizia uccise due piqueteros.

Anche se Rumsfeld non è stato ricevuto dal presidente Néstor Kirchner non si può dire che i rapporti tra l’Argentina e gli Stati uniti non siano buoni. Anzi, il falco della Casa Bianca ha tenuto a sottolineare sia in Brasile, sia in Argentina l’esemplare collaborazione dei due governi nella missione di pace delle truppe Onu in Haitì. È la prima, volta ha sostenuto Rumsfeld, che gli eserciti dell’America Latina collaborano in una missione di questo tipo. La politica di Kirchner è ambivalente, da una parte ha sostenuto la candidatura del neocons Paul Wolfowitz alla presidenza della Banca Mondiale e ha spedito le truppe argentine in Haitì, dall’altra si è nuovamente rifiutato di concedere l’immunità che chiede il Pentagono per i propri soldati nel caso di esercitazioni militari in territorio argentino. Le manovre militari congiunte degli Stati uniti in Argentina sono sospese dal 2003 a causa di questo diniego.

In Brasile invece Donald Rumsfeld è stato ricevuto sia dal vicepresidente José Alencar sia dal presidente Inacio Lula da Silva, un’accoglienza che conferma l’eccellente rapporto del governo brasiliano con gli Stati uniti. Mentre in Argentina Rumsfeld si era rifiutato di parlare del Venezuela, a Brasilia ha dichiarato: «Non posso immaginare a cosa possa servire al Venezuela acquistare 100.000 fucili AK-47». Qualche settimana fa il presidente venezuelano Hugo Chávez aveva annunciato l’acquisto di elicotteri russi ed in questi giorni è in corso l’acquisto di aerei militari brasiliani per un ammontare di 300 milioni di dollari. Il governo del Venezuela sostiene che gli armamenti servono alla difesa della nazione e alla creazione di «unità di difesa popolare» nelle zone marginali.

Il rapporto tra Chávez e l’amministrazione Bush resta molto teso. Inseguendo la politica che vorrebbe il mondo diviso in forze del bene in lotta contro il male, la scorsa settimana il segretario di Stato Condoleezza Rice ha qualificato Chávez di «forza negativa» in America Latina, condannando il presunto appoggio venezuelano ai movimenti insurrezionali della Bolivia e alla guerriglia delle Farc colombiane.

Perché ora dopo quattro anni come segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha fatto la sua prima visita in America Latina? Il viaggio, si dice, è stato voluto per promuovere la cooperazione militare, la pace e la democrazia, ma forse è l’annuncio di una nuova strategia politica e militare per la regione.