Un concentrato di memoria

Caro direttore, la proposta di nominare senatore a vita il compagno Giovanni Pesce mi riempie di gioia. Sono nato nella città dove Giovanni ha fatto il partigiano e, dopo la guerra, il militante comunista. Mi è capitato spesso di vederlo, in questi miei quarant’anni di vita, in diverse occasioni pubbliche e di partito. Lui sempre lì, con il suo volto, che è un concentrato di memoria e passione politica per tutti/e noi. Ieri, abbiamo salutato un vecchio compagno socialista, per l’ultima volta, Aniasi. Anch’esso protagonista della nostra storia più bella. Sia, allora, il volto, il corpo e l’intelligenza di Giovanni, a rappresentare in un ramo del parlamento, questa nostra epoca e questo nostro sguardo sul mondo. Giovanni, inoltre, rappresenterebbe quella generazione che va alla sua fine (speriamo il più tardi possibile) con alle spalle la consapevolezza di aver dato a tutti noi la possibilità di vivere in una democrazia. Sia, Giovanni, il simbolo, in parlamento, di tutti/e gli anonimi che hanno vissuto quella tragica epoca e che hanno promosso, a proprie spese, il riscatto del nostro popolo e del nostro Paese. La candidatura di Giovanni è anche quella di un comunista, di uno “di” e “tra” noi. In questo senso sia la proposta di tutto il partito e di parte del movimento. Anche Giovanni è un “senza volto”.

Diego Valeri via e-mail