Tutti in piazza per il salario

Metalmeccanici, domani 8 ore di sciopero. Polemica Fiom-Sacconi sulle retribuzioni
Contratto dignitoso Fim, Fiom e Uilm chiedono 130 euro: 105 base, più 25 di produttività. Federmeccanica ne offre 60. (Foto Ap)
Aumenti militari Istat: retribuzioni su del 2,9% nel 2005, contro il 2% dei prezzi. Ma la media è falsata dagli stipendi dell’esercito (+12%)

Domani tute blu ferme in tutta Italia: 8 ore di stop negli stabilimenti metalmeccanici per chiedere il rinnovo del contratto. Buste paga sempre più povere e precarie, eppure i dati Istat sulle retribuzioni – ieri – registravano aumenti salariali superiori all’indice dei prezzi (2,9% la media dei primi 8 mesi dell’anno, a fronte del 2%). Come se il potere d’acquisto reggesse; ma è una visione distorta, e lo denunciano gli stessi sindacati: è la media del pollo, dovuta al forte aumento delle retribuzioni dei militari e della difesa (+12%), e delle forze di polizia (+8,9%), mentre le altre categorie o non hanno ancora rinnovato, o sono parecchio sotto queste cifre. Il dibattito sull’«incremento» dei salari, comunque, si è subito infiammato. E grazie al «solito» sottosegretario al welfare Maurizio Sacconi, che non perde occasione per attaccare la sua ossessione Fiom. Dopo aver registrato che «i contratti si vanno via via definendo», Sacconi aggiunge che «non è un caso che l’unica situazione sofferente sia quella dei metalmeccanici, ove pesa l’ideologismo di una organizzazione che rifiuta a priori la possibilità di quello scambio virtuoso tra salari e flessibilità che può consentire tanto una maggiore dinamica delle retribuzioni quanto una riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto». «Si ripropone – ha insistito il sottosegretario – l’esigenza di riformare il modello contrattuale secondo criteri di maggiore durata dei contratti, rispetto delle imprese e decentramento della contrattazione. La finanziaria potrebbe incoraggiare questa riforma accantonando risorse per incentivare le componenti variabili della retribuzione». Una dichiarazione-fotocopia del documento sulla riforma del modello contrattuale esposto di recente dalla Confindustria: gli industriali chiedevano infatti maggiore flessibilità, decentramento contrattuale (con il correlato indebolimento del contratto nazionale) e maggiore peso alla parte variabile del salario.

Risponde a Sacconi il segretario Fiom Giorgio Cremaschi, per il quale «nonostante l’incremento dei profitti e la ripresa degli ordini registrati nell’industria, i salari dei metalmeccanici vanno sempre peggio». «Ancora una volta – prosegue – c’è chi impegna il governo a sostegno delle posizioni più oltranziste della Federmeccanica. Accanto ai tanti scandali che costellano la politica del paese, ce n’è anche uno piccolo e ridicolo, quello di un sottosegretario al lavoro che si comporta come una specie di ultrà delle aziende». Per la Cisl, la crescita di stipendi e salari è solo «un’illusione ottica», determinata in parte «da alcune anomalie di contratti particolari, come militari e forze dell’ordine».

Insomma, si vedrà dalla riuscita dello sciopero di domani se i lavoratori italiani – i metalmeccanici in particolare – sono contenti dei propri salari. La piattaforma di Fim, Fiom e Uilm chiede 130 euro lordi di aumento (105 base più 25 di preoduttività, da assorbire nella contrattazione aziendale), mentre Federmeccanica offre 60 euro lordi (netti si ridurrebbero a poco più di 35 euro, una pizza da aggiungere a quella che ha già regalato il premier Berlusconi con il taglio delle tasse).

La trattativa riprenderà martedì 4 ottobre. La vertenza si è aperta il 14 gennaio 2005, con l’invio alle controparti della piattaforma unitaria. Il primo incontro con Federmeccanica si è svolto il 24 febbraio. Dopo cinque incontri, la trattativa non ha segnato nessun passo avanti. Scaduta la moratoria sugli scioperi, il 17 maggio l’assemblea nazionale dei 500, riunita a Roma, ha accolto la proposta di mobilitazione formulata da Fim, Fiom e Uilm: 10 ore di sciopero, con una giornata nazionale di 4 ore il 10 giugno e altre 4 a luglio, oltre al blocco delle flessibilità, degli straordinari e dei sabati lavorativi. A questo proposito, anzi, è da segnalare l’accordo realizzato alla Fiat di Pratola Serra, dove Fim, Uilm, Fismic e Ugl (senza la Fiom) hanno accettato cinque sabati lavorativi: «E’ in contraddizione con lo sciopero degli straordinari deciso unitariamente», denuncia Augustin Breda, Fiom nazionale.

Per domani sono previsti numerosi comizi e manifestazioni territoriali. Il segretario generale della Fim Giorgio Caprioli parlerà a Milano. Gianni Rinaldini, numero uno della Fiom, farà il comizio a Vicenza. Antonino Regazzi, leader Uilm, interverrà a Pordenone. E intanto a Melfi si continua a trattare: ieri la Fiat ha presentato un’analisi sul possibile scenario dei 17 turni. Ma è ancora la fase «tecnica» del tavolo, e dunque non si può considerare come una vera e propria proposta negoziale.