Tutti i batteri del presidente

E’ praticamente ufficiale, scrive il Washington Post: l’Fbi ha trovato la pista che porta ai “terroristi all’antrace”. La polverina bianca delle spore è uscita fuori dai laboratori “non censiti” della Cia. Costretti a difendersi, i portavoce dell'”agenzia” hanno negato d’aver sparso – bontà loro – i germi del carbonchio in giro per redazioni e palazzi del potere, e hanno ipotizzato che il colpevole possa essere un non identificato “collaboratore impazzito”. Su questo punto, bisogna dire, i giornalisti americani hanno dimostrato di essere molto determinati. Forse perché erano stati proprio loro uno dei bersagli privilegiati dell'”untore” all’antrace; comunque sia, onore al merito. Gli analisti di New Scientist (prestigiosa rivista scientifica Usa), già a ottobre, avevano stabilito che quelle spore appartengono al ceppo “Ames”, prodotto nell’omonimo laboratorio statunitense e custodito, in grande quantità, nel deposito delle forze armate di Fort Detrick, nel Maryland; ma piccole partite erano state più volte dirottate nell’impianto di Dugway, nello Utah (il manifesto, 14 dic.), che è poi risultato essere a sua volta un laboratorio di produzione gestito dall'”Agenzia”. Accertata la nazionalità dell'”untore” – rigorosamente yankee – resta da stabilire il movente. Lo stesso Fbi ammette di avere tre ipotesi: a) una vendetta individuale verso giornalisti e politici (come spera di far credere la Cia); b) indirizzare contro l’Iraq il “secondo colpo” della guerra infinita dichiarata da Bush; c) far guadagnare ingenti somme alle imprese specializzate nella lotta all’antrace. La seconda e la terza non sembrano neppure ipotesi davvero alternative. Mentre, però, non si fa fatica a immaginare qualche agente della Cia impegnato a spedire letterine destinate a ingigantire la voglia di guerra del popolo americano, è un po’ meno semplice individuare i beneficiari occulti, sul piano economico, dell’allarme antrace.
La Bayer – produttrice dell’antibiotico Cipro – è una società tedesca. Difficile insomma pensare che la Cia si sia preoccupata di favorirla. E allora? Beh, c’è sa sapere che negli Usa c’è una sola azienda autorizzata a produrre il vaccino anti-antrace: la Bioport Corporation. Questa società, con sede a Lansing, Michigan, ha un contratto in esclusiva con il Pentagono. Nel dicembre ’97 la difesa Usa decide di vaccinare contro l’antrace 2,4 milioni di militari. Pochi giorni dopo la Bioport acquista il Michigan Biologic Products Institute – una società statale – che fin lì aveva prodotto un vaccino di dubbia efficacia. La Bioport, in meno di un mese, si aggiudica una commessa da 29 milioni di dollari, prima tranche dei 322 di un programma decennale. L’ex analista della Cia, Patrick Eddington, confessa alla Abc che “quel vaccino non è mai stato testato, ma soprattutto nessuno ha mai fornito dati in grado di confermare la minaccia”. La Food and Drug Adiministration (Fda) invia poi ispettori presso la Bioport, perché i primi militari vaccinati hanno evidenziato problemi di impotenza e sterilità. La società va in crisi di liquidità all’inizio di quest’anno, ma ottiene dal Pentagono l’aumento del prezzo per dose da 4 a oltre 10 dollari. Ciò nonostante, è solo con il panico di questi ultimi mesi che le perplessità della Fda vengono vinte e il vaccino comincia a uscire copioso dagli stabilimenti della Bioport.
Ma di chi è questa società? In parte della Intervac, in parte del Carlyle Group. Della prima fanno parte l’ex ammiraglio William Crowe, ex capo di stato maggiore ai tempi della guerra del Golfo (che dovrebbe aver mantenuto qualche amicizia all’interno del Pentagono), e – come amministratore delegato – Fuad El-Hibri, cittadino tedesco-libanese che ha ottenuto anche la cittadinanza americana giusto in tempo per firmare i contratti col Dipartimento della difesa. Molto più potente il Carlyle, banca d’affari diretta dall’ex segretario di stato James Baker III, presieduta da rank Carlucci (ex consigliere per la sicurezza nazionale con Reagan) e pubblicamente rappresentata nel mondo dall’ex presidente George Herbert W. Bush. Il fior fiore dei governanti repubblicani, insomma, guida una portaerei finanziaria specializzata – non a caso – in contratti militari e aerospaziali con la Difesa. Un gruppo davvero interessante, e su cui sarà necessario tornare più dettagliatamente. Ma il terzo “azionista rilevante” della Bioport, sembra sia una società talmente importante da dover restare ignota per “ragioni di sicurezza”. Ma alcune indagini giornalistiche Usa affermano d’averla individuata: il Bin Laden Group (la finanziaria della famiglia), tramite la National Commerce Bank of Saudi. Tombola.