Trincale, cantastorie di rivolta

Franco Trincale, di mestiere cantastorie, è riuscito nell’impresa che nessuno poteva prevedere: una mostra che parla di lui e delle sue cantate, in un luogo che ha valore simbolico, qualcosa che riassume la storia sua, la storia di Milano e di questo paese, nei capannoni di una fabbrica che fu, una fabbrica dismessa, la Iso Rivolta, a Bresso, cintura milanese. I capannoni, con i fronti vetrati, archi a tutto sesto, i saloni dove si montavano motorini, cercano le ragioni di una nuova vita, dandosi alla cultura, cioè alle esposizioni. Franco Trincale, con la mostra (aperta fino a martedì), costruisce per i visitatori il bilancio della propria militanza, chitarra in mano, davanti il microfono, alle spalle le immagini colorate che raccontano e spiegano.
Franco Trincale, classe 1935, originario di Militello, un comune in provincia di Catania, da quarant’anni interpreta la storia e la cronaca, rileggendola in strada per chiunque abbia voglia d’ascoltarlo: in corso Vittorio Emanuele, in genere, e comunque dove lo chiamano o dove glielo permettono. Anni fa rischiò di essere sconfitto dalla burocrazia amministrativa: il sindaco Albertini gli scagliò contro una questione di permessi, come se i modesti decibel della sua chitarra potessero gareggiare con auto e motociclette. Anni prima s’era lasciato sedurre da un taxi e potevi vederlo al volante, probabilmente inquieto, insofferente di quel viavai e inevitabilmente destinato a lasciare il volante per riprendere la sua chitarra. Trincale ha resistito a tutto: alle fine delle industrie a Milano (come la Iso Rivolta), al declino della classe operaia, al frantumarsi delle lotte, agli slogan della Milano da bere, all’invadenza della televisione, al berlusconismo e alle sue versioni locali, persino agli avvocati di Berlusconi che, chiedendo lo spostamento di un processo per legittima suspicione, lo indicarono tra le minacce alla serenità dei giudici.
Rivedere Trincale, i suoi anni, risentire i suoi accordi (molto semplici: ha imparato da giovane suonando serenate in compagnia del barbiere del paese) lascia pensare a qualcosa di anacronistico. Trincale è anacronistico in un mondo in cui la comunicazione s’è guadagnata ben altre strade, ma la sua «anomalia», la sua «diversità» sono un valore quando altrove, quasi dappertutto, cultura e informazione, hanno scelto l’omologazione. Il vecchio cantastorie è sempre uno spirito libero.

Franco Trincale « Mostra inCantata»
Spazio Iso Rivolta, via Vittorio Veneto 66 (Bresso Milano)
Fino al 1° novembre 2005