Tra ronde e squadracce, l’insicurezza aumenta

Il governo ha approvato il cosiddetto ‘decreto anti-stupro’, un insieme di norme che vanno dall’ergastolo per chi uccide la vittima al patrocinio gratuito di questa da parte degli enti locali. In mezzo c’è un po’ di tutto, compresa una buona dose di demagogia e di strumentalizzazione autoritaria di un fenomeno preso a pretesto non per prendere finalmente di petto la violenza maschile contro le donne, ma per rafforzare nell’opinione pubblica l’equazione, elettoralmente conveniente, ‘immigrazione = delinquenza’.

Uno degli elementi più aberranti contenuti nel decreto è la legalizzazione definitiva delle ronde, imposta dalla Lega che le ha già istituite da anni nel nord ad uso e consumo della sua campagna elettorale permanente. La militarizzazione della società cresce, al pari della barbarie alla quale si dice di voler fare fronte. Il governo di destra spinge l’acceleratore su una norma che non inciderà affatto sul dilagare della violenza nella società e in particolar modo di quella contro le donne: secondo tutti gli studi, almeno l’80% delle aggressioni sessuali avviene in famiglia e comunque nella cerchia ristretta dei parenti e degli amici, e quindi la militarizzazione delle città e dei territori non avrà alcun effetto, se non quello di rendere ancora più asfissiante il clima e di aumentare il controllo sociale.

I media ormai non parlano altro che degli stupri compiuti realmente o suppostamente da cittadini stranieri, mentre cala il silenzio su quelli commessi da italiani contro donne italiane o contro cittadine straniere. Venerdì, mentre l’esecutivo annunciava tra squilli di tromba e rulli di tamburo gli ulteriori provvedimenti restrittivi e razzisti, le agenzie di stampa riportavano una notizia che però nessun giornale o tv hanno ripreso più di tanto: “Arrestato dai carabinieri Antonino Fedele, 43 anni, imprenditore di Ventimiglia: dovrà scontare la pena patteggiata di 2 anni e 8 mesi stabilita dal gup del Tribunale di San Remo per violenza sessuale, minacce e violazione di domicilio commessi a Vallecrosia nel novembre 2007 nei confronti di una ventiduenne rumena. Stanca e spaventata, la donna si era rivolta ai carabinieri di Ventimiglia, raccontando una lunga serie di soprusi patiti. Dopo qualche giorno i militari avevano arrestato in flagranza Antonino Fedele, entrato nell’appartamento della donna dopo avere divelto la porta di ingresso. Durante la fase investigativa, riferiscono i militari, l’uomo aveva più volte cercato di inquinare le prove provando a far ritrattare la denunciante prima con minacce e poi con promesse di denaro.”

Nonostante le parole di circostanza del Presidente della Camera Fini e del sindaco di Roma Alemanno contro la cosiddetta ‘giustizia fai da te’, è evidente che l’inserimento delle ronde all’interno delle istituzioni che garantiscono l’ordine pubblico rappresenterà l’ennesima occasione per consegnare a squadracce di invasati e ignoranti boriosi le nostre strade. Una legalizzazione di fatto di un fenomeno che già dilaga nelle nostre città: per ora a compiere le ronde punitive sono infatti gruppi di incappucciati armati di mazze e altre armi improprie a caccia di inermi immigrati da bastonare. Ad essere colpiti, è ovvio, non sono né spacciatori né protettori, ma lavoratori immigrati che la mattina si svegliano alle cinque per andare in cantiere o a lavorare nei campi e che il pomeriggio si ritrovano nei bar per fare due chiacchiere. In genere i pestaggi arrivano dopo le fiaccolate o i presidi organizzati nelle nostre periferie dalle organizzazioni neofasciste: ci si maschera e si cela il proprio volto durante il pestaggio, ma realizzando i raid punitivi poco dopo le manifestazioni si suggerisce l’affiliazione politica dei ‘giustizieri’ alle opinioni pubbliche assalite da continui e insistenti messaggi d’allarme. Non passa giorno senza che in qualche città l’estrema destra non organizzi manifestazioni che chiedono la pulizia etnica del territorio e la punizione collettiva di intere etnie. Forza Nuova chiede e subito ottiene da un governo e da una classe politica bipartizan che cavalca gli istinti peggiori di una società impaurita e lasciata sola davanti a una crisi economica e morale senza precedenti. E’ un circolo vizioso: più i governi locali e quello nazionale inaspriranno le misure securitarie e più a fronte di un sostanziale permanere dell’insicurezza, che ha cause sociali ed economiche profonde, l’estrema destra sarà invogliata a chiedere più repressione e più esclusione, diventando a quel punto un riferimento per ampi strati della popolazione che avranno bisogno di un capro espiatorio su cui orientare la propria rabbia e la propria frustrazione.

Dopo l’esercito, nelle strade ora arriveranno anche le ronde. E intanto il governo ha ricostituito i ghetti all’interno dei quali rinchiudere decine di migliaia di cittadini di origine rom, lontani dai centri storici delle città e quindi dalle telecamere. Gli stupratori potranno continuare ad agire indisturbati, gli immigrati che si spaccano la schiena nei cantieri e nelle fabbriche per due soldi invece no…

23 Febbraio 2009, Radio Città Aperta, editoriale