Teschi profanati a Kabul, bufera sui tedeschi Isaf

Era una giornata importante, quella di ieri, per l’impegno del governo di grande coalizione in Afghanistan. All’ordine del giorno del Bundestag, c’era la votazione sul rifinanziamento dell’Enduring freedom bushiana (quello Isaf era stato già votato a settembre). E proprio mentre al ministero della difesa il ministro Franz Josef Jung presentava il libro bianco «per la sicurezza e le strategie future dell’esercito tedesco» nella sala «Stauffenberg», l’attentatore di Hitler, fuori dal palazzo il paese intero discuteva sulle foto del giorno pubblicate dalla Bild. Con un tempismo impeccabile il giornalaccio conservatore del gruppo Springer titolava in apertura: «Foto-shock dei soldati tedeschi».
E in effetti sono scioccanti le cinque immagini al centro dello scandalo, che fanno parte di una ben più nutrita raccolta. Si tratta di militari dell’esercito di Berlino che posano con un teschio. Le foto sono varie: c’è chi se lo tiene vicino al viso sorridente sul palmo della mano, chi lo appende sul trancia funi di una jeep dell’esercito tedesco targata Isaf, chi lo adagia su un panzer. E poi l’immagine di profanazione – necrofila – più aberrante: un primo piano sul pene di un soldato, che avvicina il teschio mimando un atto di sesso orale. «Ora abbiamo anche noi la nostra Abu Ghraib», ha commentato un ufficiale dell’esercito rimasto anonimo, citato dall’agenzia tedesca Ddp.
Secondo le informazioni del ministero della difesa, si dovrebbe trattare di foto scattate all’inizio del 2003, durante un pattugliamento nei dintorni della capitale afgana. Lo comandava un maresciallo, sotto il quale si trovavano due sergenti maggiore e due soldati. Secondo le dichiarazioni dell’ispettore generale Wolfgang Schneiderhan l’esercito sta già indagando su due sospetti, un sergente maggiore e un soldato, al momento riservista. Anche la magistratura di Potsdam ha aperto un’inchiesta per vilipendio di cadavere.
Un nuovo scandalo scuote dunque i militari di Berlino dopo la vicenda di Murat Kurnaz, abbandonato per cinque anni al suo destino nell’inferno di Guantanamo dal governo Schröder. Il 24enne cittadino turco-tedesco, secondo la sua testimonianza, era stato riconosciuto, e maltrattato, già nel 2001 da soldati di una forza «speciale», la Ksk, in servizio nel carcere statunitense di Kabul. Quell’«incontro» – prima negato e poi ammesso dall’esercito, di cui comunque non sembrano essere arrivare tracce sulle scrivanie importanti – è attualmente al vaglio di una commissione d’inchiesta del Bundestag, che da ieri lavora per capire cosa non abbia funzionato nella protezione dei diritti di un cittadino tedesco da parte del governo rosso-verde di Schröder.
Ma il «libro nero» del Bundeswehr conta anche altri episodi interessanti. Tra i più recenti maltrattamenti e umiliazioni tra commilitoni, gli ultimi emersi nel 2004, che niente hanno da invidiare, anzi imitavano le torture degli statunitensi ad Abu Ghraib. Agli anni novanta risalgono invece gli scandali militari dallo sfondo di estrema destra. Destarono allora molto scandalo i video girati tra il ’94 e il ’95 con scene di violenza, espressioni antisemite e saluti hitleriani.
Unanime e scontato il coro di condanne dal mondo politico di maggioranza e opposizione. La cancelliera Angela Merkel, Cdu, chiede una punizione esemplare per gli autori e i protagonisti di quelle «foto ripugnanti». Il ministro della difesa socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, Spd, si rammarica profondamente per il danno d’immagine provocato alla Germania dal comportamento «irresponsabile e imperdonabile» di quei militari, un’«offesa per le migliaia di soldati che all’estero rendono al paese un servizio straordinario». Tolleranza zero, dovessero essere confermate le accuse, anche per il ministro della difesa, l’ipergarantista Jung, Cdu. Un chiarimento pubblico del caso è invocato invece dalla parlamentare di opposizione della Linkspartei Petra Pau.
Intervistato dall’edizione on-line del settimanale der Spiegel, il vicepresidente dell’Associazione difesa Ulrich Kirsch ha messo in evidenza come immagini di questo facciano il gioco dei taliban ed espongano a rappresaglie i militari di Berlino. Ad oggi la forza militare tedesca impiegata nella missione dell’Isaf conta 2730 soldati, dislocati tra la capitale Kabul, Mazar-el-Sharif, Kundus e Faisabad.