Telecom, Murdoch alza il tiro

Il tam tam in Piazzaffari non si ferma. Marco Tronchetti Provera e il suo entourage tentano in tutti i modi di spegnere la miccia, gli operatori che quotidianamente lavorano con il gruppo gettano acqua sul fuoco, facendo credere che per il momento non se ne fa nulla dell’accordo con l’imprenditore australiano, ma come per incanto quando la miccia sembra spenta si riaccende e sono in molti a scommettere che potrebbe arrivare fino all’esplosione dell’affare Telecom-Murdoch a fine mese.
Che qualcosa intorno a Telecom si muova è indubbio, anche se nell’immediato, dicono alcuni operatori, non si possano attendere grandi annunci. È il parere degli operatori di Borsa sull’andamento dei titoli che fanno capo a Marco Tronchetti Provera, oggetto di numerose indiscrezioni di stampa che vedono numerosi protagonisti, tra i quali il magnate australiano Rupert Murdoch. «Così come configurata dalle indiscrezioni – spiegano in una sala operativa – l’operazione con Murdoch premierebbe Pirelli a scapito di Telecom, ma questo oggi in Borsa non si vede». Sul mercato telematico, il titolo della Bicocca ha lasciato sul campo l’1,25% a 0,68 euro, mentre Telecom ha ceduto l’1,21% a 2,12 euro. Sono passati di mano oltre 100 milioni di pezzi della società telefonica, pari allo 0,78% del capitale ordinario. La variazione, peraltro in linea con l’andamento del listino dimostra che «pur in presenza di innegabili trattative – è il parere di un altro operatore – , nell’immediato non ci saranno grandi annunci, almeno fino a settembre». In pratica Telecom si conferma come un titolo «che non ha particolari exploit come da un pò di tempo a questa parte – spiegano in un’altra sala operativa – mentre, se ci fosse veramente qualcosa, ci sarebbe più vita, più forza e, soprattutto, più acquirenti, mentre oggi, al contrario, prevalgono le vendite sugli acquisti.
I vertici del gruppo per il momento hanno calato il sipario ma nei sotterranei della comunità degli affari qualcosa sta accadendo. L’ultima timida smentita su possibili scambi azionari era della scorsa settimana, quando la Consob convocò i massimi dirigenti finanziari del gruppo per avere chiarimenti sulla raffica di speculazioni che erano partite in Borsa ma a parte quell’atto dovuto nessuno più si nasconde che è in atto un’operazione che potrebbe avere esiti clamorosi perchè muterebbe gli assetti azionari di uno dei settori strategici dell’industria italiana.
Gli scogli da superare nella sotterranea trattativa in corso tra Telecom Italia e News Corporation sono tantissimi e alcuni di questi potrebbero diventare invalicabili. Il primo scoglio riguarda la valutazione di Sky Italia. Rupert Murdoch ha il coltello dalla parte del manico perchè sa che il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera è soffocato dai debiti, è martoriato una quotazione di Borsa ai minimi termini e assai lontana dai valori di bilancio ed è attaccato su tutti i fronti da una competizione aggressiva in un settore, quello dei cellulari, sempre meno redditizio. In questo quadro News Corporation, in continua ascesa nel settore della tv a pagamento, alza il tiro e pretende una valutazione di Sky Italia che tenga conto di tutti questi fattori. E’ per questo motivo che si è parlato di un aumento di capitale che oscilla tra il 10 e il 15% di Telecom Italia. Quella banda di oscillazione è il miglior sintomo dell’incertezza che regna sulle trattative. In sostanza Rupert Murdoch, e lo spettatore interessato che risponde al nome di Silvio Berlusconi, attendono con pazienza l’evolversi degi eventi sapendo che il tempo gioca a loro favore. E’ per questo che nelle ultime ore il clima attorno alla possibile intesa si è raffreddato: News Corporation non ha abbandonato il campo ma sa che con il passare del tempo la situazione di Telecom non può che peggiorare sia dal punto di vista del mercato sia da quello finanziario. Due fattori che abbassano progressivamente il potere contrattuale di Marco Tronchetti Provera e facilitano la strada di coloro che sono interessati a mettere le mani sul colosso delle telecomunicazioni italiane.
Finora il governo Prodi ha guardato alla possibile operazione con occhio distratto. Ieri l’Unità ha invece lanciato in prima pagina l’allarme di alcuni esponenti della maggioranza per una possibile cessione delle tlc a un gruppo straniero. C’è da sperare che nei prossimi giorni l’esecutivco dica una parola chiara sulla vicenda.