Tante bandiere Cgil. E la Cosa Rossa resta in salita

ROMA — Sventolano le bandiere della Cgil Campania, Calabria, Lombardia. C’è lo striscione Cgil-Piacenza. Ce ne sono decine e decine di bandiere rosse del sindacato, nonostante la diffida di Epifani ad usarle. Sfilano i militanti del sindacato portando in bellavista l’adesivo “Io Cgil”.Spezzonididisobbedienti?«L’area di sinistra ha sfidato le regole, non è un problema di merito ma di correttezza», fa sapere a pochi minuti dall’avvio del cor-teoCarlaCantone, segretario confederale. La cosa non finisce qui, insomma. «Anche di questo», delle bandiere in piazza nonostante il divieto—avverte in una nota—si parlerà nel direttivo di domani e di martedì. Giornate che si annunciano roventi di polemiche, benché sia Giorgio Cremaschi che Gianni Rinaldini, i leader della Fiom in testa al corteo, – mostrino di non darvi importanza.
Liquidatorio Cremaschi. «Lo so che le bandiere della Cgil sono tante ma è nor-mal 3 perché le bandiere sono del popolo non della segreteria». Rassicurante Ri-rialdini: non per questo ci sarà una spaccatura nel sindacato, «non succederà nulla, sarei preoccupato del contrario, il dissenso ci deve essere perché fa parte della democrazia e se non fosse cosi allo-ramipreoccuperei».EcomunqueperRi-naldini due cose sono chiare dopo la mo -bilitazione del “popolo rosso”, che cioè
la circolare sul divieto delle bandiere è stata «un infortunio» per la Cgil e che c’è più che mai bisogno di un soggetto unitario della sinistra. La “Cosa rossa” appunto, il cui percorso tuttavia resta in salita.
La Sinistra democratica di Mussi e i Verdi di Pecoraro Scanio al corteo non hanno aderito. Ma questa manifestazione — afferma Franco Giordano il segre-tatóo di Rifondazione che nell’euforia balla sulle note di “Bella Ciao” e non è disposto a «piccole polemiche»—sono «le primarie della sinistra unita». Il percorso unitario va quindi accelerato, come ammette lo stesso Fabio Mussi. «La manifestazione è grande, bella, forte politicamente,chiede che si alzi la battaglia contro il lavoro precario, che il governo si muova con più rispetto per il suo programma, che la sinistra si unisca—riconosce il ministro, “transfuga” ds — Ora sentiamo laresponsabilità di raccogliere questa voce». Non accenna a pentimenti per avere rifiutato l’adesione ufficiale, benché molti dei “suoi” in piazza ci fos-serolostesso.Nonglielemandaadire invece Oliviero Diliberto, il segretario del “Pdci: «Vedendo questa manifestazione Sd e Verdi avranno capito di avere commesso un errore perché ci sono qui molti deiloro militanti». Nei prossimi giorni, la sinistra radicale si riunisce per fare.il punto. Giordano garantisce che entro l’anno «Rifondazione darà vita alla Costituente per un soggetto unitario, ci sarà una Sinistra in questo paese». È forte di un successo insperato: un corteo di màs-saenon contro rigoverno. Sul tavolo dell’unità a sinistra tanto lui che Diliberto potranno trattare da posizioni di forzasu tutto, dal simbolo della “Cosa rossa” alla leadership. Pecoraro dal canto suo, fa i complimenti agli organizzatori. «Mi emozionano tante bandiere rosse di Prc, PdcieCgiI»,indicailcolpod’occhio illeader dei comunisti italiani insistendo su quelle del sindacato. Gli fa eco Manuela Palermi, capogruppo Pdci al Senato: «Spero che Epifani abbia un soprassalto e si renda conto del disastro combinato».