«Tagliano» anche i fondi europei: così affondano il Mezzogiorno

Il governo ha ridotto il cofinanziamento, cancellato il reddito di inserimento, buttata la legge Visco, via il bonus per il lavoro…

MILANO Il Sud più povero, la Sicilia che capeggia la classifica della nuova povertà in Italia e dietro la Sicilia, in fila, Basilicata e Calabria. Il film del centrodestra continua nei numeri di un fallimento, che si misura dove più efficace e incisivo si sarebbe dovuto contare l’intervento a sostegno di una società che vive il peso di un ritardo secolare, di una criminalità sempre più diffusa e arrogante, di una industria che soffre per questo più che altrove, nell’isolamento, i segni di una crisi generale e la particolare fragilità delle infrastrutture, mentre il governo sbandierava e sbandiera ancora promesse, autostrade, finanziamenti, ponti sullo stretto.
Cominciamo proprio dai poveri. Il centrosinistra aveva introdotto in via sperimentale il cosiddetto reddito minimo di inserimento, il salario sociale che tutti i paesi dell’Europa dei quindici condividono (una sola eccezione: la Grecia) che doveva aiutare chi era caduto nella povertà a riemergere dalla propria condizione. Dopo la sperimentazione, si sarebbe dovuto tentare un bilancio e verificare la possibilità di continuare su questa strada: il centrodestra semplicemente l’ha cancellato. Si dovrebbero arrangiare i comuni, il governo centrale s’è tirato in disparte. Peccato che i comuni del Sud siano spesso già poveri per conto loro e siano già stati mortificati dalle varie finanziarie tremontiane.
Il quadro economico generale dice di una mancata crescita del Paese. Il Sud paga ovviamente di più, frenato dalla sua arretratezza strutturale, proprio all’indomani di un relativo recupero negli anni novanta, quando i differenziali si erano ridotti. Ma non s’è fatto nulla per parare il colpo, per limitare i danni. C’era una legge, ad esempio, del centrosinistra, la legge Visco, che aveva previsto interventi di sostegno (quei finanziamenti che avevano favorito la Stm Microelectronics quando decise di stabilirsi a Catania). Buttata a mare anche questa legge. Allo stesso modo è stato cestinato il bonus che avrebbe dovuto trasformare contratti a termine in posti di lavoro a tempo indeterminato.
La finanziaria 2006 non modifica le «strategie» governative: la conferma viene dal taglio al fondo per i cofinanziamenti europei, ridotto a sei miliardi l’anno scorso, a quattro quest’anno, a cinque in previsione nel 2007. Quanto era stato concordato in sede europea da Ciampi e da Amato viene smobilitato, con la conseguenze che al Mezzogiorno giungerà una quota più bassa di aiuti, perchè all’intervento comunitario deve corrispondere quello nazionale. Meno soldi dunque anche da parte dell’Europa.
Non parliamo di infrastrutture: siamo al libro dei sogni o delle meraviglie.
Corre un’interpretazione politico geografica. Che cosa attendersi dal lombardo Tremonti, sempre in sintonia con i lumbard della Lega (salvo che nella vicenda Fazio): non ha proprio la testa per accorgersi delle sofferenze di un pezzo cospicuo d’Italia, che condizionano comunque l’eventuale cammino dell’altro pezzo d’Italia. Il centrodestra ha assecondato Tremonti cancellando strumenti e politiche specifiche, frenando quel dinamismo imprenditoriale che aveva segnato altri periodi nella storia recente del Mezzogiorno.