Super-accordo strategico-energetico tra Cina e Russia

Cina e Russia hanno firmato a Pechino una serie di accordi di cooperazione nei settori energetico e finanziario e della produzione di risorse marine. Oggi il presidente russo Dmitri Medvedev ha incontrato il presidente cinese Hu Jintao ed i due hanno firmato una dichiarazione congiunta per rafforzare il “partenariato strategico” di coordinamento e reso nota un’altra dichiarazione congiunta basata sul sessantacinquesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale e la vittoria sul nazi-fascismo.

Durante la visita di Medvedev in Cina il suo ministro degli esteri Sergei Lavrov ha firmato insieme al suo omologo cinese Yang Jiechi un accordo di cooperazione per la lotta al terrorismo, il separatismo e l’estremismo che dovrebbe soprattutto servire a tenere a bada le minoranze islamiche che vivono nei due Paesi.

Sempre oggi il ministero russo dell’energia e la Commissione di Stato cinese per lo sviluppo e le riforme hanno firmato un protocollo d’intesa per l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e il direttore dell’agenzia per l’energia atomica russa (Rosatom) Sergei Kirienko ha firmato con la China national nuclear corporation (Cnnc) un accordo di cooperazione strategica sul nucleare civile. L’agenzia federale per la pesca e l’agricoltura della Russia e il ministero cinese dell’agricoltura hanno approvato un protocollo d’intesa per la prevenzione dello sfruttamento illegale e incontrollato di risorse marine.

Gli accordi includono un protocollo d’intesa sul carbone e una lettera d’intenti tra la China North industries corporation e Rusal, il più grande produttore di alluminio del mondo, un accordo per la progettazione della terza e quarta unità produttiva dell’impianto nucleare di Tianwan, a Lianyungang, nella provincia cinese orientale di Jiangsu, altri accordi energetici e un accordo finanziario tra la Banca industriale e commerciale della Cina e la Vtb Bank russa.

Hu Jintao ha detto visibilmente soddisfatto: «Questa visita costituisce il più grande evento di quest’anno nelle relazioni sino-russe. La visita di Medvedev permetterà di approfondire gli scambi strategici bilaterali e la cooperazione efficace in tutti i settori e giocherà un ruolo importante nella promozione di una solida crescita di queste relazioni bilaterali».

Medvedev ha risposto che «I contatti frequenti tra i dirigenti dei due Paesi sono favorevoli agli interessi dei popoli ed alle relazioni bilaterali». Che il legame tra lo Stato-mercato-energetico russo e la fabbrica del mondo cinese sia sempre più stretto lo spiegano bene i 5 incontri avuti da Medvedev e Hu nel solo 2010 e la dozzina di documenti firmati a Pechino, ma soprattutto l’inaugurazione dell’oleodotto sino-russo. «Questi documenti – ha detto Medvedev – dimostrano bene che esiste una cooperazione ed un coordinamento stretto tra i due Paesi», uno degli incubi statunitensi (e giapponesi) si avvera.

Secondo il ministro russo dell’energia, Igor Stchin, Russia e Cina sarebbero vicine anche ad un accordo sul gas: «Speriamo di poter firmare i contratti commerciali entro la metà dell’anno prossimo», ha detto ai giornalisti russi che seguono Medvedev nella sua visita di tre giorni in Cina.

Il direttore di Rosatom Sergei Kirienko ha invece annunciato che la Russia ha proposto alla Cina di sfruttare insieme tre giacimenti di uranio sul suo territorio: «I nostri partner cinesi hanno manifestato un grande interesse per la cooperazione nella produzione di uranio. Noi gli abbiamo proposto di estrarre l’uranio in tre campi russi e abbiamo fornito loro dei dossier appropriati. La parte russa è pronta ad esaminare le proposte per altri giacimenti di uranio. La Russia potrebbe creare una joint venture con la Cina o attrarre investimenti cinesi in questi progetti di estrazione. I cinesi sono anche interessati a cooperare con la Russia nella produzione di uranio in Paesi terzi. E’ possibile, abbiamo soprattutto discusso dei Paesi africani».

Il supermarket nucleare russo apre le porte al mercato nucleare cinese che è diventato il più grande del mondo e ci mette il carico dei giacimenti africani, sfruttando così la penetrazione commerciale in Africa di Pechino che sembra non avere più limiti.

Ma secondo Lavrov gli investitori cinesi vorrebbero anche partecipare alla realizzazione di Skolkovo, la città dell’innovazione ribattezzata la “Silicon Valley russa”. «Il presidente cinese – ha detto il ministro – si è complimentato per il nostro progetto di creazione della città innovativa di Skolkovo. Secondo lui, gli investitori mostrano altrettanto interesse per il progetto». Il centro di Skolkovo è stato voluto da Medvedev come progetto pilota della modernizzazione della Russia e prevede di mettere insieme le ultime conquiste in materia di urbanizzazione, efficienza energetica e gli ultimi ritrovati nei settori delle tecnologie nucleari, spaziali, informatiche, delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare. Sembrerebbe una specie di variante putiniana-medveviana delle città della scienza, delle stelle e dell’atomo dell’Unione Sovietica che si sono spesso trasformate in ghetti militarizzati inaccessibili.