Strasburgo raccoglie un Fiore nero E nella destra si danno botte da orbi

L’europarlamento accoglierà un Fiore, Roberto, il segretario di Forza Nuova. Prenderà il posto di Alessandra Mussolini, che col seggio sicuro alla camera con il Pdl, si dimetterà da eurodeputata, lasciando spazio al suo «amico». Secondo dopo di lei alle europee 2004 con la lista Alternativa Sociale (prese l’1,2).
Nessuna casualità ma un piano ben strutturato, a sentir La Destra e Fiamma Tricolore: «La signora Floriani fa la velina di Berlusconi» e l’altro «ci ruba voti» sapendo tanto che ha assicurato il seggio, «si sono piazzati». Forza Nuova infatti si presenterà da sola con il suo simbolo e toglierà consensi alla cosa nera della candidata premier Daniela Santanché: magari quella manciata di voti decisiva per entrare in Parlamento. Ovvio che il Cavaliere sia ben conscio di tutto, studia i modi per prendere più voti. Non importa se arrivano da settori «fascistissimi». Per tutelare la propria immagine Berlusconi non potendo imbarcare nel Pdl membri di Forza Nuova («impresentabili») ha trovato il modo di coprire quel bacino elettorale e culturale: le candidature di Ciarrapico e di Mussolini puntano a far terra bruciata di quello che è alla sua destra. Ecco così arrivare i proclami al «voto utile» della stessa Nipotina: «E’ evidente – dichiara – come la scelta si sia polarizzata tra Pdl e Pd, i voti dati a Ld saranno utili solo ad aiutare anche solo indirettamente la sinistra». «Vinceremo alla faccia di chi voleva cancellare la destra dal palcoscenico politico», replica Giuliano Castellino, esponente di Fiamma e candidato alla Camera nel Lazio 1.
Il voto si avvicina e i camerati non si risparmiano colpi bassi. In ballo c’è l’eredità della destra italiana e dell’identità fascista. Pensare che prima le parti erano inverse. Alle elezioni regionali del Lazio 2005, infatti, Storace e Mussolini si erano sfidati per la presidenza: all’epoca il primo era candidato presidente del Polo, l’altra della lista Alternativa Sociale, che per la prima volta in quelle elezioni accomunava tutte le sigle nere. Infatti As, nata alle europee del 2004, accorpava solo Forza Nuova, Fronte Nazionale di Adriano Tilgher e Libertà di Azione (diventata poi Azione Sociale) di Mussolini. La Fiamma Tricolore di Romagnoli in quelle elezioni andava sola e con lo 0,7 ottenne un seggio: il segretario Romagnoli è tutt’oggi europarlamentare. E’ il 2005 l’anno della svolta. Le principali forze «neofasciste» italiane insieme dopo anni (la fine del Msi). L’esperienza della lista nera finisce con le politiche del 2006, lo scarso risultato frantuma l’alleanza. Ognuno per conto suo, anche se Fiore e Mussolini rimangono sempre in buoni rapporti malgrado le differenze.
L’improvvisa confluenza di An nel Pdl lascia ora un vuoto che Storace prova a ricoprire. E’ sicuro di essere la sorpresa elettorale alla faccia del badogliano Fini. Prima ha stretto l’alleanza con Fiamma, costretta a far questo passo dopo aver incassato i no sull’entrismo di qualche suo esponente in An e Forza Italia. Solo il 28 gennaio un membro romano di Ft Gianluca Iannone («Un uomo di marmo scolpito da Dio», si autodefinisce) dichiarava: «La Santanché portavoce? Un incubo, a noi non interessa questo tipo di politica». Qualche giorno dopo il suo partito ratifica il patto elettorale. E ieri si è aggiunto il sì del Fronte Nazionale di Tilgher che ha varato un accordo federativo con La Destra per il 13-14 aprile. Forza Nuova è la mosca bianca, ma ha solo da guadagnarci: avrà un europarlamentare (e soldi), non si farà «mangiare» da Storace e manterrà buoni rapporti con Berlusconi.