Stragi naziste, un’altra pietra sopra

Auto assoluzione. La commissione interna nominata dal Consiglio della magistratura militare ha deciso di assolvere i responsabili del nuovo occultamento dei fascicoli contenuti nell’armadio della vergogna, quello meno noto e più inquietante avvenuto nel 1995. La vicenda era stata portata alla luce dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle cause dell’occultamento dei crimini nazifasciti e resa nota sulle pagine de il manifesto. Tutti ricordano come nel 1994, durante il processo a Erich Priebke per la strage delle Fosse ardeatine, qualcuno trovo nella sede della procura militare l’«armadio della vergogna», un archivio pieno di fascicoli sulle principali stragi naziste avvenute in Italia tenuto segreto dagli anni `50. Riaprendo quell’archivio la commissione d’inchiesta parlamentare aveva scoperto che accanto ai 695 fascicoli che negli ultimi anni hanno dato vita a processi atrocemente ritardatari sulle stragi di quegli anni, ce ne erano almeno altri 273, 202 contenenti notizie di reato di fascisti in Italia e altri 71 su crimini nazisti. Tutti e 273 sono rimasti in un cassetto per altri 10 anni visto che – con una decisione su cui da due anni si interrogano i commissari parlamentari – i magistrati militari nel `95 hanno deciso di ri-archiviarli. La nuova archiviazione ha dato vita a due indagini, una della magistratura ordinaria ancora incorso, e una, interna, del Consiglio superiore della magistratura militare. Indagini necessarie soprattutto perché i 202 fascicoli dedicati a stragi compiute dalle brigate fasciste di Salò non sono rimasti sempre in un armadio. Il procuratore generale presso la corte di Cassazione Giuseppe Scandurra se li auto attribuì nel 1995 e nel corso degli ultimi 10 anni ha continuato a lavorare su quei documenti facendo delle vere e proprie indagini. Senza nessuna competenza e senza mai comunicarne i risultati a chi di dovere. Il Csm militare ha deciso, a luglio scorso, di mettere una pietra sopra questa brutta storia con una relazione assolutoria per tutti i protagonisti della vicenda. E ieri i contenuti di quella relazione – che si conclude comunque con la decisione di inviare alla magistratura militare competente questi nuovi 273 fascicoli della vergogna – sono stati resi finalmente noti. «I 202 fascicoli sono stati trasmessi alle competenti procure ordinarie nel primo quadrimestre del 1946», scrive la commissione della magistratura militare. Dunque non c’è nessun abuso. E nessun abuso ci sarebbe neppure nelle indagini personali «a carattere storico» del dottor Scandurra. Una valutazione che contrasta con quella della commissione parlamentare che in più casi ha dimostrato come i fascicoli del `95 non fossero affatto doppioni di quelli inviati nel `46. E come le indagini personali fatte da Scandurra abbiano portato a notizie di reato capaci di accusare persone precise. Non a caso l’indagine aperta dalla procura di Roma su questi stessi fatti è ancora in piedi. Intanto la procura militare di La Spezia, che indaga sulla strage di Marzabotto, ha fatto sapere che gli indagati per la peggiore strage dell’occupazione nazista sono venti. Tutti accusati di violenza e omicidio contro privati nemici aggravati. Ad oggi, l’unico condannato all’ergastolo per quella strage – avvenuta tra il 29 agosto e il 5 settebre del `44 – dal tribunale militare di Bologna è stato Walter Reder, comandante del 16mo battaglione della 16ma Divisione di volontari SS Panzergrenadier-Reichsfuhrer. Reder fu poi graziato per intercessione del governo austriaco. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani della formazione «Stella Rossa», comandata dal partigiano Lupo, truppe scelte circondarono Marzabotto, piazzando postazioni di cannoni e mitragliatrici. A Monte Sole, la popolazione si rifugiò in chiesa dove irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il sacerdote don Ubaldo Marchioni e tre vecchi. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 147 vittime, tra le quali 50 bambini. Fu quello l’inizio della strage. Al primo ottobre il bilancio definitivo delle vittime fu di 1.836 morti.

Il processo si aprirà il primo dicembre, a carico di due ex sottufficiali, ma con tutta probabilità verrà rinviato per consentire la riunione con altri quattro fascicoli a carico di 18 ex nazisti.