Stati Uniti e Russia. E’ veramente finita la Guerra Fredda?

*Mahdi Darius Nazemroaya è ricercatore presso il Centro di Ricerca sulla Globalizzazione (CRG), specializzato in temi geopolitici e strategici.

Traduzione a cura della redazione di http://www.lernesto.it

E’ veramente finita la Guerra Fredda e rappresenta un reperto di un passato storico ormai alle spalle? E’ vero che l’Unione Sovietica non esiste più e che il Patto di Varsavia è stato sciolto da tempo, ma molti residui della Guerra Fredda continuano ad esistere, come il conflitto nella penisola coreana divisa, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), e infine il problema della difesa missilistica. Negli ultimi anni le relazioni tra la NATO e la Federazione Russa si sono tese e sono state descritte in termini che ricordano la Guerra Fredda. Uno dei principali impulsi al manifestarsi delle tensioni tipiche della Guerra Fredda è venuto dal progetto di scudo missilistico degli USA nel continente europeo. I russi non hanno certo nascosto la loro opinione in merito al fatto che lo scudo di difesa missilistico è, soprattutto, una minaccia contro di loro.

L’idea di un progetto di scudo missilistico non è nuova. Durante la Guerra Fredda, l’idea fu lanciata da Ronald Reagan quale parte di una grandiosa strategia di dispiegamento di missili, installazioni tecniche e basi militari in tutto il mondo e nello spazio, il che diede il nome di “Guerre Stellari” al progetto. Dal momento della sua inaugurazione, il Pentagono ha speso miliardi di dollari nella ricerca e nello studio del progetto. Sebbene il governo USA abbia affermato che il proposito dell’installazione dello scudo missilistico sia quello di proteggere gli Stati Uniti e l’Europa dalla minaccia di ipotetici attacchi missilistici nord coreani e iraniani, il Cremlino ritiene il progetto una seria minaccia per la sicurezza nazionale della “Madre Russia”. Mosca continua a qualificare le giustificazioni addotte al dispiegamento dello scudo come un semplice pretesto per avvicinarsi alla Russia.

Qual è il fondamento di questi punti di vista e preoccupazioni della Russia? L’ostilità della Russia al programma USA si basa sugli obiettivi strategici di lunga data degli Stati Uniti. Questi obiettivi comprendono la dottrina militare di dominazione di spettro completo, una politica di primo attacco nucleare riattualizzata che ora include il concetto di primato nucleare, e l’espansione della NATO fino alle frontiere della Russia – malgrado fosse stata data la garanzia di non superare le frontiere della Germania.

La politica nucleare degli USA è cambiata radicalmente dai tempi della Guerra Fredda. Nel 2001 lo studio statunitense sulla situazione nucleare (NPR, in inglese) riconobbe che la Russia era obiettivo di possibili attacchi nucleari delle forze armate USA. L’NPR del 2001 può riassumersi nel modo seguente:

Durante la guerra fredda era la principale minaccia nucleare per gli Stati Uniti. La fine dell’Unione Sovietica aveva reso meno impellente la pianificazione di armi nucleari da parte degli USA, allontanandoli dall’obiettivo Russia. Ma la Russia continua ad essere l’unica nazione in grado prevedibilmente di distruggere gli Stati Uniti per le dimensioni del suo arsenale nucleare. Inoltre, l’insicurezza sul futuro corso della politica estera russa ha indotto gli Stati Uniti a conservare una massiccia riserva di armi nucleari. Per questi motivi, la Russia ha continuato ad occupare un posto nella lista degli obiettivi potenziali delle armi nucleari statunitensi. Inoltre, il nuovo NPR ha enumerato esplicitamente sei altri paesi come obiettivi: Corea del Nord, Iran, Iraq, Siria, Libia e Cina. Questa lista di obiettivi riflette le valutazioni dei precedenti governi. [1]

La Russia è un obiettivo nucleare per il Pentagono perché è la principale nazione capace di sfidare militarmente gli Stati Uniti, ma non è solo questo che ha innervosito Mosca. Nel 2001, gli USA avevano annunciato il ritiro unilaterale dal Trattato sui Missili Antibalistici (ABM), che stabiliva limiti legali alla quantità di missili balistici statunitensi e russi. Era una delle raccomandazioni di Dick Cheney e del think tank neoconservatore denominato Progetto per un Nuovo Secolo Statunitense (PNAC) contenute nel manoscritto “Rebuilding America’s Defenses: Strategies, Forces, and Resources For a New Century”. Nel documento del PNAC, pubblicato nel settembre 2000, si dichiara categoricamente che gli Stati Uniti devono “sviluppare e dispiegare difese missilistiche globali per difendere l’interno degli USA e gli alleati degli USA e per fornire una base sicura alla proiezione del potere statunitense nel mondo”. [2] Al ritiro unilaterale degli USA dal Trattato ABM seguirono altri annunci di cambiamenti della dottrina militare USA, che era già stata inasprita dall’NPR, e in seguito dalla Dottrina per le Operazioni Nucleari Congiunte (DJNO) e da CONPLAN 8002-02 che fece in modo che gli attacchi nucleari offensivi divenissero opzioni disponibili per la guerra sia preventiva quanto convenzionale. [3]

Agli occhi della Russia il progetto di scudo missilistico ha a che vedere con la realizzazione del primato nucleare degli USA. Una volta che fosse creato lo scudo missilistico, la Russia non potrebbe reagire ad un primo attacco nucleare degli USA e l’arsenale nucleare del Cremlino sarebbe virtualmente inutile. In altre parole, gli USA eliminerebbero la minaccia della “distruzione reciprocamente assicurata” (MAD), che era presente durante la Guerra Fredda, neutralizzando la minaccia di una reazione nucleare di Mosca. Ciò renderebbe impossibile anche ogni rappresaglia russa di fronte ad un “primo attacco” nucleare statunitense. Durante la Guerra Fredda la possibilità di rappresaglie nucleari a un “secondo attacco” e il MAD furono ampiamente considerati come i fattori che avevano impedito una guerra nucleare globale tra gli USA e i sovietici. Il primato nucleare, naturalmente. cambia tutto ciò e modifica la capacità russa di scatenare rappresaglie, e fa si che il Cremlino consideri la Russia e i suoi alleati esposti alla possibile ostilità degli USA e della NATO.

La NATO continua ad esistere sebbene la Guerra Fredda sia terminata. L’espansione della NATO verso est e la trasformazione dell’organizzazione che è passata dall’essere un patto difensivo ad un’organizzazione interventista ha inquietato la Russia. La natura strategica della difesa missilistica statunitense, che altera la parità nucleare tra USA e Russia, viene resa ancora più complicata dalla NATO. Mosca si sente minacciata dalle caratteristiche militari offensive che la NATO ha assunto dalla fine della Guerra Fredda, che hanno portato l’Alleanza Atlantica all’intervento nella ex Jugoslavia, ai combattimenti in Afghanistan e alle missioni sia di sicurezza che di addestramento nel Medio Oriente e in Africa. A tal riguardo, il caustico discorso di Vladimir Putin sulla sicurezza globale non deve sorprendere. Putin ha accusato gli USA di perseguire l’obiettivo di creare un mondo unipolare attraverso il potere militare:

“Oggi siamo in presenza di una super forza – forza militare – quasi incontrollata, nelle relazioni internazionali, forza che sta trascinando il mondo in un abisso di conflitti permanenti. Il risultato è che non abbiamo forza sufficiente per trovare una soluzione esauriente per ciascuno di tali conflitti. Anche trovare una soluzione negoziata diventa impossibile.”

“Vediamo un disprezzo sempre maggiore per i principi fondamentali del diritto internazionale. E le norme legali indipendenti si avvicinano sempre di più al sistema legale di un solo Stato. Uno Stato, certamente gli USA, è andato oltre le proprie frontiere nazionali in ogni modo possibile.” [4]

Putin ha anche alluso all’espansione della NATO, dicendo che punta contro la Russia:

“Penso che sia un’ovvietà il fatto che l’espansione della NATO non abbia alcuna relazione con la sua modernizzazione o con la necessità di garantire la sicurezza in Europa. Al contrario, rappresenta una seria provocazione che riduce il livello di fiducia reciproca. E abbiamo il diritto di chiedere: contro chi è indirizzata questa espansione? E che ne è stato delle garanzie che i nostri partners occidentali avevano dato dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia? Dove sono finite ora quelle dichiarazioni? Nessuno le ricorda più. Ma mi permetto di ricordare a questo uditorio ciò che si era dichiarato. Vorrei citare il discorso del Segretario Generale della NATO, il signor Woerner, a Bruxelles il 17 maggio 1990. Egli allora disse: “il fatto che siamo disposti a non collocare un esercito fuori dal territorio tedesco dà all’Unione Sovietica una forte garanzia di sicurezza”. Dove sono finite queste garanzie?” [5]

Il timore di una minaccia di guerra è molto presente tra gli esperti russi. Il Cremlino crede che la Federazione Russa sia accerchiata simultaneamente dalla NATO, da una quantità crescente di basi militari e, infine, dai missili statunitensi.

E’ concepibile l’idea di una guerra tra la Russia e gli Stati Uniti e la NATO? La guerra del 2008 tra la Russia e la Georgia nel Caucaso rappresenta una simile possibilità. La Guerra Russo-Georgiana è stata anche chiamata una guerra per procura dai funzionari russi. Il Cremlino ha dichiarato che Mikhail Saakashvili, il leader della Georgia, rappresenta interessi statunitensi nella ex Unione Sovietica. In tal senso, Mosca considera la Georgia come un prestanome o uno Stato cliente degli USA . [6] I sospetti russi si sono ancor più rafforzati quando gli Stati Uniti hanno dichiarato durante la Guerra Russo-Georgiana che il Caucaso rappresenta un’area vitale per gli interessi strategici statunitensi. Non è un caso che la Georgia sia uno degli stati che si è militarizzato più rapidamente nel mondo e uno dei maggiori recettori di aiuto militare USA. Della massima importanza in merito alla guerra tra la Russia e la Georgia per l’Ossezia del Sud è il fatto che la Russia abbia dichiarato che non cambierebbe il proprio atteggiamento neppure se la Georgia entrasse nella NATO. Questo solamente è sufficiente a dimostrare che la minaccia di una guerra più vasta che coinvolga Russia e USA non è una mera illusione.

Il governo di Obama ha forse riposizionato in qualche modo le relazioni russo-statunitensi, con l’annuncio nel 2009 di una sospensione dei piani statunitensi di difesa missilistica in Europa Orientale? Il celebrato annuncio del presidente Barack Obama che gli USA elimineranno le componenti dello scudo missilistico stazionato nei pressi della frontiera russa in Repubblica Ceca e Polonia trae in inganno. Poco dopo l’annuncio di Obama, gli USA hanno lanciato due satelliti sperimentali di difesa missilistica nello spazio da Cape Canaveral, in Florida. [7] Ciò che realmente ha annunciato Obama non è stata l’eliminazione dello scudo missilistico, ma uno scudo missilistico molto più ampio ed efficace secondo piani revisionati che includeranno dispiegamenti navali a bordo di navi equipaggiate con il sistema Aegis. [8] In realtà, il dispiegamento dello scudo missilistico è in corso di espansione in Europa e oltre, dalla Turchia e il Mediterraneo al Mar Baltico.

La risposta di un funzionario polacco alla revisione dei piani di Obama dà solo corpo ai timori russi: “Non siamo mai stati realmente minacciati da un attacco missilistico a lunga gittata dall’Iran”, ha dichiarato a TVP INFO Television Slawomir Nowak, massimo consigliere del primo ministro polacco Donald Tusk poco dopo l’annuncio di Obama. [9] Era pertanto la sicurezza della Polonia contro la minaccia di un missile iraniano il vero motivo dello scudo missilistico? Il Cremlino risponderebbe di no. Per Mosca è ovvio che i responsabili della politica USA relazionavano il sistema di difesa globale missilistica non ad una minaccia iraniana o nord coreana, ma, secondo le parole del PNAC, alla necessità di avere uno strumento per “ottenere una base sicura per la proiezione del potere degli USA nel mondo.” [10] E’ finita realmente la Guerra Fredda? A volte la risposta va cercata nei preparativi militari congiunti di Russia e Belarus e le manovre di guerra bilaterali che hanno compiuto per preparare le proprie forze armate ad un attacco della NATO, compresa un’invasione per terra, mare ed aria. [11]

Note:
[1] Charles D. Ferguson, Nuclear Posture Review (Nuclear Threat Initiative, August 2002):
[2] The Project for a New American Century (PNAC), Rebuilding America’s Defenses: Strategy, Forces, and Resources (PNAC, septiembre 2000), p.v.
[3] William Arkin, “Not Just A Last Resort?: A Global Strike Plan, With a Nuclear Option,” The Washington Post, 15 de mayo de 2005:
[4] Vladimir Putin, Speech and the Following Discussion at the Munich Conference on Security Policy (Address, Munich Conference on Security Policy, Munich, Bavaria: 10 de febrero de 2007).
[5] Ibíd.
[6] Ian Traynor, “Putin accuses US of starting Georgia crises as election ploy,” The Guardian, 29 de agosto de 2008:
[7] “US sends 2 missile defense satellites into orbit,” Associated Press (AP), 25 de septiembre de 2009.
[8] Ian Sample, “US missile system’s track record: test, delays, failed launches, missed targets,” The Guardian, 17 de septiembre de 2009:
[9] Gareth Jones, “Poland sees merit in new Obama missile plan: aide,” Reuters, 24 de septiembre de 2009:
[10] PNAC, “Rebuilng America’s Defenses,” Op. cit.
[11] Lucian Kim, “Russian Paratroopers Stage War Games Simulating NATO Attack,” Bloomberg, 27 de septiembre de 2009: