“Stati Uniti e Colombia stanno preparando una guerra contro di noi”

La recente impressionante scalata militare statunitense in America Latina, che si è concretizzata nella decisione di costruire sette basi militari in Colombia, nella presenza minacciosa della Quarta Flotta USA al largo delle coste dei paesi impegnati in esperienze antimperialiste di trasformazione democratica e progressista, e nell’avallo al colpo militare di stampo “pinochettista” in Honduras, è stata, la scorsa settimana, al centro dell’attenzione di una drammatica dichiarazione del presidente venezuelano Hugo Chavez.

Il leader della rivoluzione bolivariana ha affermato che il suo paese deve in questo momento “essere pronto” a fronteggiare la preparazione di una guerra che potrebbe essere tra breve scatenata dalla Colombia, con l’aperto sostegno degli USA. “Stanno preparando una guerra contro di noi”, ha dichiarato Chavez alle agenzie di stampa internazionali, “e il miglior modo di neutralizzarla è quello di fronteggiarla in maniera adeguata”. A questo scopo, secondo il presidente, serviranno i missili e le rampe di lancio russi che il Venezuela sta ricevendo in base a un significativo accordo stipulato con la Federazione Russa.

“Stanno arrivando migliaia di missili”, ha dichiarato Chavez, a cui si aggiungerà un certo numero di carri armati T72s, a supporto delle truppe corazzate venezuelane. Dal 2005, il Venezuela ha ricevuto dalla Russia forniture militari per 4 miliardi di dollari, compresi 24 aerei da combattimento Sukhoi, decine di elicotteri e 100.000 Kalashnikov. Lo scorso settembre la Russia ha aperto una linea di credito di 2,2 miliardi di dollari per l’acquisto di altre forniture militari, necessarie alla difesa della rivoluzione bolivariana nell’attuale drammatica fase segnata dalle sempre più evidenti intenzioni della nuova amministrazione Obama di ricondurre il continente latinoamericano alla vecchia condizione di “cortile di casa” dell’imperialismo USA.