Statali, dall’ Ulivo firme alla legge sui «fannulloni»

L’ idea di Pietro Ichino di un’ Autorità per la valutazione dei dipendenti pubblici è diventata un disegno di legge che porta le firme di Anna Finocchiaro, Nicola Latorre e Luigi Zanda, ovvero del presidente e dei due vicepresidenti del gruppo dell’ Ulivo al Senato (Latorre indicato dai Ds e Zanda dalla Margherita). Tre firme che si aggiungono a quelle dei due proponenti, Antonio Polito e Tiziano Treu, e che si affianca a quella di Andrea Manzella, per dare il massimo di autorevolezza al testo di iniziativa parlamentare che raccoglie la proposta del giuslavorista milanese ed editorialista del Corriere della Sera. Un testo, è bene dirlo subito, che non entrerà nel memorandum d’ intesa sulla pubblica amministrazione che oggi il ministri delle Riforme, Luigi Nicolais, e dell’ Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, dovrebbero definire con i sindacati. Troppe infatti sono ancora le resistenze sindacali verso meccanismi stringenti di valutazione del rendimento degli uffici e dei dipendenti pubblici. Il fatto però che il disegno di legge abbia ricevuto l’ imprimatur dei vertici dell’ Ulivo al Senato segnala che i riformisti hanno trovato nel progetto Ichino la ricetta da opporre agli interventi soft, che rischiano di lasciare le cose come stanno. L’ Autorità per la pubblica amministrazione, se venisse fuori, potrebbe invece innescare profondi meccanismi di cambiamento. Il testo si compone di quattro articoli. Il primo istituisce l’ Authority, organismo indipendente composto di 5 membri, tra esperti di «disciplina e gestione dell’ impiego pubblico e privato», tre dei quali designati dal governo e due da Regioni ed enti locali. Il presidente è eletto dal collegio al suo interno. L’ articolo 2 affida al governo la delega a emanare entro sei mesi dall’ entrata in vigore della legge uno o più decreti per istituire un sistema di valutazione del rendimento dei dipendenti. Questo sistema dovrà assicurare, tra l’ altro, la «valutazione di tutto il personale pubblico con periodicità definita» e la «pubblicità e trasparenza delle valutazioni operate da ciascuna amministrazione». L’ autorità avrà la possibilità di chiedere conto ai servizi ispettivi delle singole amministrazioni di situazioni di inefficienza o scarso rendimento, anche di «singoli dirigenti», delle quali la stessa Autorità potrà venire a conoscenza anche in seguito a segnalazioni dei cittadini. Le amministrazioni dovranno inoltre comunicare all’ organismo di controllo il personale in esubero da riqualificare o da spostare (mobilità). I dirigenti che non adempiranno a questo preciso dovere saranno chiamati a rispondere di danno erariale. Invece gli uffici che individueranno gli esuberi e li collocheranno in mobilità utilizzeranno le risorse così risparmiate per incentivare il personale restante. C’ è poi una precisa norma contro i nullafacenti, quelli che deliberatamente si macchiano di «nullo o scarso rendimento»: dovranno essere individuati dalle singole amministrazioni «ai fini del licenziamento». Oggi i dirigenti quasi mai procedono a provvedimenti disciplinari verso il personale pubblico perché temono di uscire perdenti dalla causa di lavoro che il dipendente sicuramente promuoverà. Il disegno di legge prevede una norma per tutelarli: la responsabilità civile dei dirigenti viene infatti limitata alle ipotesi di dolo e colpa grave. La retribuzione dei dirigenti sarà legata per almeno il 30% al risultato ottenuto in base al sistema di valutazione. Senza risultato avrà uno stipendio tagliato appunto del 30%. Stessa cosa se, senza giustificazione, non avvierà un procedimento disciplinare dovuto. Ogni anno l’ attività dell’ Autorità dovrà essere valutata in un convegno pubblico. Soddisfatto Ichino: «Il disegno di legge è l’ esito molto significativo di un movimento di opinione pubblica grande e spontaneo che ha raccolto una parte rilevantissima di consensi proprio nel pubblico impiego. Questo significa che sono proprio i dipendenti pubblici, quelli veri, che tengono in piedi gli uffici e i servizi, i primi interessati a che si introduca la cultura della valutazione». IL DISEGNO DI LEGGE L’ Authority Il disegno di legge prevede l’ istituzione di una Authority sull’ impiego pubblico, indipendente centrale, presieduta da una commissione, che avrà il compito di creare nuclei di valutazione e sorvegliarne il funzionamento La valutazione L’ Authority dovrà promuovere la diffusione delle tecniche più efficaci nel campo della valutazione di efficienza delle amministrazioni pubbliche per premiare gli individui e le strutture più efficienti, sanzionare i casi gravi di improduttività Gli esuberi Altro compito è quello di individuare i casi più gravi di sovradimensionamento degli organici, o di inefficienza delle amministrazioni: per i dipendenti di queste strutture si dovrà stabilire la trasferibilità d’ ufficio e l’ inibizione degli aumenti retributivi fino al trasferimento Il licenziamento L’ Authority dovrà segnalare ai dirigenti competenti i casi individuali evidenti di totale inefficienza e improduttività a carattere colposo o doloso affinché in questi casi si proceda al licenziamento, a norma di legge e di contratto.