“Squadroni della morte” in Iraq. Ora è ufficiale

Sinora la loro esistenza veniva denunciata solo dai sunniti. Ora a parlare degli squadroni della morte è il ministro dell’Interno iracheno, Bayan Jabr Solagh. Che ieri ha ammesso l’esistenza di “squadre della morte” all’interno di alcune forze di sicurezza, ma ha negato che siano legate al suo dicastero.
In un’intervista alla Bbc il ministro ha puntato l’indice sulle unità speciali addette alla protezione di ministeri e di installazioni strategiche e sulla miriade di agenzie private specializzate nella sicurezza. «Bisogna dire con chiarezza che vi sono alcune forze fuori inquadramento, che non sono sotto il nostro controllo né sotto quello del ministero della Difesa – ha affermato Solagh -. Si tratta delle Forze di protezione dei siti, addette alla sicurezza dei ministeri e il loro numero è enorme, si parla di 150.000 effettivi. Le loro uniformi sono come quelle della polizia, così come le loro automobili e le loro armi. Terroristi o elementi che appoggiano il terrorismo utilizzano le uniformi della polizia o dell’esercito. Chiunque può andare in un negozio e comprarle»
Secondo l’ambasciatore americano a Baghdad Almay Khalilzad, le esecuzioni sommarie di queste squadre fanno più morti degli attentati terroristici perpretati dai sunniti. Corpi decapitati, cadaveri uccisi con un colpo alla nuca o torturati, vengono recuperati praticamente ogni giorno, molti sono sunniti. Il comitato degli ulema ha annunciato ieri che sono stati trovati 68 corpi di persone che erano state rapite la scorsa settimana in un quartiere meridionale di Baghdad, 18 erano stati torturati. Quattro delle vittime erano cristiani e tutti gli altri sunniti. Il portavoce del Comitato ha accusato il governo di «terrorismo di Stato». Secondo il Comitato, gli uomini erano stati prelevati da commando del ministero dell’Interno.

Intanto le bugie dell’amministrazione Bush sulle armi segrete di Saddam vengono al pettine: il “Washington Post” di ieri e la Abc hanno rivelato che nel maggio 2003 il presidente annunciò al mondo la scoperta di laboratori mobili iracheni per la bio-guerra mentre due giorni prima una commissione di esperti del Pentagono aveva all’unanimità concluso che si trattava di innocui rimorchi per camion senza collegamento con la guerra biologica. La Casa Bianca ha ammesso che l’intelligence su cui si è basato Bush in un’intervista del 29 maggio 2003 era sbagliata ma ha accusato i mass media di travisamento dei fatti. Il portavoce Scott McClellan ha chiesto le scuse della Abc che nel suo tg di ieri ha accusato Bush di avere mentito. Durante l’estate e l’autunno 2003 i laboratori furono citati in diversi discorsi ufficiali: a fine giugno Powell disse che «cresceva la convinzione» di trovarsi di fronte a laboratori mobili, mentre in settembre il vice presidente Dick Cheney affermò che potevano servire a produrre germi di antrace. Poi emersero i primi dubbi da parte dei membri dell’Iraqi Survey Group, gli ispettori mandati da Washington alla ricerca di armi di distruzioni di massa. Già il 2 ottobre il loro capo David Kay disse al Congresso di non aver trovato armi proibite in Iraq e di non poter affermare che i trailer fossero laboratori mobili. Tuttavia prima che il tema sparisse dai discorsi ufficiali, l’allora capo della Cia George Tenet affermò ancora nel febbraio 2004 che la teoria dei laboratori mobili era plausibile. E ora negli Usa la percezione di una amministrazione che sceglie l’intelligence che più le fa comodo è sempre più diffusa.