Spunta un oleodotto fantasma tra Ederle e la caserma di Aviano

La base americana di Vicenza potrebbe essere anche peggio di quello che sembra. Il sindaco di Susegana (in provincia di Treviso), Gianni Montesel ha rivelato che senza dire nulla a nessuno sarebbe stato consentito alla Nato di potenziare l’oleodotto della linea Vicenza-Aviano per trasportare cherosene additivato finora usato per far decollare gli aerei dalla base friulana. Il sindaco Montesel si chiede che collegamento ci sia con la caserma vicentina Ederle ed eventualmente con la futura caserma che si vorrebbe al Dal Molin. Al momento nessuna risposta è arrivata, né dalle autorità italiane né tantomeno da quelle americane.
Ieri a Vicenza è stato un giorno di assemblea. Affollata: ospiti dei cittadini un gruppo di parlamentari contrari alla realizzazione della nuova base americana all’aeroporto Dal Molin. Tante le domande che i cittadini vogliono porre ai deputati, specialmente a quelli veneti. Ma soprattutto vogliono impegni concreti, gesti che siano davvero di rottura con una decisione che viene vissuta come un vero e proprio tradimento, una pugnalata alle spalle. Al presidio permanente sono andati i deputati Zanella, Cacciari, Sperandio, Fincato, Trupia, Valpiana, oltre al vicepresidente del consiglio regionale Achille Variati e al capogruppo di rifondazione Pierangelo Pettenò. I duecento presenti al tendone allestito nei pressi del Dal Molin hanno chiesto lo sciopero del voto, ma anche un’occupazione simbolica (da parte dei parlamentari) della camera. C’è chi chiede di mettere in crisi il governo e chi dice che i deputati contrari dovrebbero dimettersi.
«Per noi – dice Luana Zanella dei Verdi – questi incontri sono stati indispensabili per stabilire come andare avanti. Noi Verdi è da un anno che solleviamo il problema del Dal Molin. Al governo abbiamo detto di prendere in considerazione la questione a partire da un serio confronto con i cittadini». Ovviamente le raccomandazioni non sono servite e il presidente del consiglio Prodi ha deciso altrimenti, dando l’ok agli americani. «Questa decisione – dice ancora Zanella – rappresenta una delegittimazione di noi deputati. Per noi si tratta di una seconda sberla: la prima Prodi ce l’ha data con la decisione sul Mose».
Pressato dai cittadini sull’eventuale blocco delle ruspe il vicepresidente del consiglio regionale, Achille Variati (area Margherita ed ex sindaco di Vicenza), dice che «no, non è violenza se il blocco viene condotto nelle forme giuste». Per Zanella c’è un problema anche personale. «Sono stata eletta qui e qui voglio continuare a fare politica, naturalmente continuando a rispondere ai cittadini». Per Zanella «il problema è di tutto il centro sinistra e non è certo un problema da poco. E non c’entra nemmeno la sinistra radicale: i comitati spontanei che sono nati in questo ultimo anno sono davvero trasversali». Alla fine prevale comunque un giudizio fortemente negativo sul governo e sulla decisione di Prodi. «Il modo in cui è stata condotta l’intera vicenda – dice Zanella – è non solo irresponsabile ma anche pre-politico, nel senso che non prevede le conseguenze che ci saranno e non saranno lievi e nemmeno passeggere». Le conseguenze per la deputata verde non sono ancora «chiare, ma per quello che riguarda noi verdi, è evidente che non siamo disposti a mettercela via. Con i cittadini concorderemo anche le decisioni da prendere in futuro e i passaggi da fare». Intanto ci sono da preparare i due appuntamenti di sabato prossimo, una giornata con tutte le realtà italiane che lottano per riappropriarsi del loro territorio, e poi la manifestazione nazionale del 17 febbraio.