Sono tre milioni gli interinali europei

Tre milioni di lavoratori per circa ventimila agenzie. E’ questo il volto del lavoro interinale in Europa secondo una ricerca della Fondazione di Dublino che ha analizzato i dati di 15 paesi dell’Unione più la Norvegia. Il giro di affari del moderno caporalato è di circa 75 miliardi di euro. Una cifra impressionante in cui la parte del leone viene fatta dalle agenzie della Gran Bretagna in cui questa modalità di reclutamento è in vigore dal 1973. Nel “regno” di mister Blair i lavoratori interinali sono un milione e mezzo. Considerando i paesi dell’Ue a 25 il 14% dei lavoratori ha una occupazione temporanea. La percentuale più alta appartiene alla Spagna, con il 31%, seguita dalla Polonia, al 24%.
In quasi tutti i paesi i lavoratori temporanei sono assegnati a mansioni mediobasse: operai, magazzinieri, autisti, privi di particolari titoli.

Il dato che colpisce di più è sicuramente la durata delle missioni. Si va dai 3-4 mesi del Portogallo alle 145 ore della Norvegia, passando per i circa 10 giorni della Francia. In Italia si va da un mese a 45 giorni. Il ridursi della durata delle missioni non depone certo a favore dell’interinale poiché in un tempo così breve questa tipologia perde anche quella caratteristica di avviamento al lavoro di cui si è sempre parlato. Secondo alcuni esperti, il trend della durata si va sempre più riducendo. Un’altra tendenza da rilevare in Italia è la forte crescita della quota di extracomunitari. Oggi rappresentano il 21% delle missioni.

Se si guarda alla distribuzione per genere, la Norvegia è sicuramente il paese dove l’occupazione interinale è “paritaria”, divisa in parti uguali tra uomini e donne. Le donne registrano la percentuale più bassa in Austria, con solo il 13%.

I dati confermano che il lavoro interinale non rappresenta per niente una forma di avviamento al lavoro utile soprattutto alle giovani generazioni. Dalle schede emerge che la grande maggioranza dei lavoratori temporanei si addensa nella fascia d’età tra i 30 e i 35 anni, con un picco massimo toccato in Germania di 37 anni.