“Sono popoli poveri, non hanno peso economico”

Si suppone che il Narmada Valley Development Project sia il progetto di sviluppo di una valle fluviale più ambizioso al mondo. Prevede la costruzione di 3.200 dighe che riorganizzeranno il Narmada e i suoi 419 affluenti in una serie di bacini degradanti, un´immensa scalinata di acqua inalveata. Due delle dighe più imponenti saranno realizzate per molteplici fini. La diga Sardar Sarovar nel Gujarat e la Narmada Sagar del Madhya Pradesh tra tutte e due conterranno più acqua di qualsiasi altro bacino idrico del subcontinente indiano.
Comunque vada, il Progetto di sviluppo della Valle del Narmada influirà sulla vita di 25 milioni di persone che vivono in quella valle e altererà la conformazione ambientale dell´intero bacino fluviale. Coprirà d´acqua boschi e templi sacri, antichi tracciati percorsi dai pellegrini, siti archeologici che gli studiosi reputano contenere un archivio di reperti relativi alla vita umana pressoché ininterrotto dalla tarda età della Pietra ad oggi.
Parrebbe ovvio, evidentemente, che prima che il governo decida di costruire un´altra diga debba fare tutto quello che è in suo potere per mantenere e incrementare l´efficienza delle strutture già realizzate. Accade invece il contrario. Si costruiscono le dighe, la popolazione viene sradicata, le foreste sono ricoperte d´acqua e poi il progetto è semplicemente abbandonato. I canali non sono portati a termine. I vantaggi mai maturati (ad eccezione di quelli per i politici, i burocrati e gli appaltatori coinvolti nella realizzazione del progetto).
La prima diga ad essere stata costruita sul Narmada è un caso paradigmatico: la diga Bargi nel Madhya Pradesh è stata ultimata nel 1990. E costata dieci volte la cifra prevista dal budget e ha ricoperto d´acqua il triplo delle terre che avrebbe dovuto sommergere. Per risparmiarsi la spesa e la fatica di condurre un rilevamento topografico, il governo si è limitato a riempire il bacino senza avvertire nessuno. Da 101 villaggi si sarebbero dovute trasferire 70.000 persone, mi ne sono state trasferite 114.000 da 162 villaggi.
Perché sta accadendo tutto questo? Come è possibile che stia accadendo una cosa del genere? Le Grandi Dighe sono monumenti alla corruzione. Alla corruzione internazionale su scala addirittura inconcepibile. Banchieri, politici, burocrati, consulenti ambientali e associazioni umanitarie sono tutti coinvolti nel racket. Le persone che costoro stanno depredando appartengono alle fasce più povere e più emarginate della popolazione di uno dei Paesi più poveri del mondo. Non contano come persone. E i costi delle Grandi Dighe non risultano come costi, non sono annotati nei libri contabili. Mentre i consulenti internazionali di Reinserimento (esperti globali di disperazione) ricevono ingenti compensi per concepire politiche di reinserimento sempre più rispettose, che suonano sempre più umane, che sulla carta sono sempre più perfette, ma che non vengono mai messe in atto. Come si dice: si fanno molti soldi con la povertà.
(Estratto dalla conferenza in memoria del Nehru all´Università di Cambridge. Copyright Arundhati Roy. Traduzione di Anna Bissanti)