Sondaggio-choc in Israele: graziate il killer di Rabin

Per centinaia di ragazzine degli insediamenti è un eroe. Per il 30% degli israeliani è un detenuto che, presto o tardi, dovrà beneficiare di una grazia. Il detenuto da graziare è l’assassino di Yitzhak Rabin: il zelota dell’ultradestra Yigal Amir. I dati della «rimozione» emergono da un sondaggio di opinione curato da Yediot Ahronot, il più diffuso quotidiano israeliano. Stando al sondaggio, il 30% degli israeliani sostenere che Amir dovrà beneficiare di una grazia. L’anno scorso, aggiunge il giornale, solo il 18% sosteneva idee del genere. Yediot Ahronot rileva che fa quanti si definiscono religiosi, due terzi favoriscono la grazia ad Amir: il 14% pensa che essa dovrebbe essere concessa subito, altri 50% la ritiene opportuna dopo 25 anni di reclusione. Il 69% degli intervistati teme vivamente che un nuovo delitto politico possa verificarsi in Israele. Questo sondaggio è stato condotto dopo che alcuni giorni fa Amir, 36 anni, ha beneficiato per la prima volta del privilegio di un incontro coniugale intimo nel carcere Ayalon (Tel Aviv) e ad una settimana dalle cerimonie ufficiali di Stato in memoria di Rabin, nell’anniversario della uccisione.
«Quel 30% deve suonare come un campanello d’allarme per Israele. Sta a significare che si sta diffondendo una sorta di atrofizzazione delle coscienze», dice a l’Unità lo scrittore israeliano Meir Shalev. «Non si tratta – aggiunge – di dimostrarsi compassionevoli verso un detenuto, qui c’è un cedimento morale, prim’ancora che politico, nei riguardi di una vicenda che ha segnato tragicamente la storia di Israele». L’Israele oltranzista esalta «l’eroe Yigal» e minaccia di morte gli organizzatori della Gay Parade di Gerusalemme che, secondo quanto ha stabilito la Corte Suprema israeliana, avrà il permesso di sfilare il 10 novembre prossimo con la protezione della polizia. Ad allarmare i dirigenti di «Casa Aperta», il gruppo omo-lesbico di Gerusalemme, sono state in particolare le minacciose dichiarazioni rilasciate l’altro ieri alla televisione di Stato da due esponenti della destra eversiva israeliana. Baruch Marzel, un ex esponente del disciolto gruppo eversivo Kach e dirigente di un piccolo gruppo di estrema destra, ha affermato che occorre lanciare una «guerra santa» contro gli omosessuali per impedire loro di «profanare» la Città Santa.
Il professor Hillel Weiss, portavoce del cosiddetto «Nuovo Sinedrio» (una congregazione di 70 rabbini che si propongono come alternativa religiosa alle istituzioni laiche di Israele) ha sostenuto che nella lotta contro gli omosessuali tutti i mezzi sono leciti, anche quelli utilizzati nel racconto biblico dal sacerdote Pinchas. Questi trafisse a morte un dirigente israelita, Zimri, per punirlo di un legame «impuro» con una donna non-ebrea di Tiro.