Slogan e picchetti contro Ichino

Prima, al mattino, una conferenza stampa delle rappresentanze di base-Cub. Poi, nel pomeriggio, a pochi passi dalla Camera, la contestazione, con tanto di picchetti, fischi e qualche urlaccio («fascisti, buffoni») lanciato da alcuni lavoratori pubblici dei sindacati di base all´indirizzo del giuslavorista Pietro Ichino e ai partecipanti al seminario “Licenziare i fannulloni?”, ispirato al libro di Ichino “I nullafacenti”.
Nel suo libro, il professore Ichino, docente di Diritto del lavoro all´università di Milano ed editorialista del Corriere della Sera, punta l´indice sui dipendenti pubblici inefficienti e rilancia la proposta di «licenziare i nullafacenti volontari», mentre per il «nullafacente improduttivo per gravi difetti organizzativi, va rotto il circolo vizioso che paralizza dirigenti e sindacati, prevedendo anche incentivi». Lo stesso autore ha lanciato l´idea di una Authority per la valutazione dell´efficienza e produttività delle strutture pubbliche e dei dipendenti.
All´appuntamento di ieri pomeriggio si sono così presentate diverse decine di manifestanti delle Rdb-Cub pronte a rispedire la proposta al mittente. «Il mio salario non è al passo col carovita», «ma non dovrebbe essere licenziato chi partecipa a certi convegni e non io?» sono solo alcuni degli slogan usati dai lavoratori. Pietro Ichino, giunto al rendez-vous, ha scambiato qualche battuta con i contestatori, invitandoli a partecipare al dibattito in una sala blindata per problemi di sicurezza e già al limite della capienza. I sindacalisti invitati non si sono però presentati, e fuori dalla sala la protesta ha assunto toni più duri. «Licenziare un dipendente “fannullone” su 100 per restituire efficienza al settore pubblico? Ma Ichino sa davvero cosa facciamo? – dice Tonino A., dipendente delle agenzie fiscali – noi, che abbiamo contribuito alla lotta all´evasione aspettiamo ancora il premio di produzione del 2004». Duro anche il dirigente nazionale delle Rdb, Nazzareno Festuccia: «È in atto una campagna diffamatoria dei dipendenti pubblici».
«Condivido in pieno le tesi di Ichino – commenta invece Bruno Tabacci, deputato Udc – nel nostro Paese nessun governo ha avuto il coraggio di rinnovare la Pa puntando alla qualità». Per il presidente dell´Antitrust Antonio Catricalà, «uno dei mali della Pubblica amministrazione resta la lottizzazione» mentre secondo l´economista Nicola Rossi, che nei giorni scorsi ha annunciato l´uscita dai Ds, «il risolvere i problemi della Pa abbatterebbe costi tra l´1 e il 2% del Pil».