Skinhead=nazisti??? Non esattamente!

Quante volte avrete letto sul giornale “skinhead pestano un extracomunitario” o “sfila lungo le strade un corteo di skinhead con croci celtiche e svastiche al seguito”? Purtroppo di questi tempi,tante volte. Ma quanti di voi sono convinti che Skinhead sia uguale a nazista? Probabilmente molti.
Beh, non ci siamo proprio…
La nascita del movimento Skin è collocata in Inghilterra alla fine degli anni Sessanta. In quel periodo era molto forte e radicata la cultura Mod, fondata sulla continua intenzione a differenziarsi dalla cultura di massa e dalle mode, ma senza, ad esempio, dover indossare abiti sgargianti o di cattivo gusto.
Ora, è importante capire che il movimento skinhead è sorto dall’incontro tra i Mods inglesi e i Rude Boys Giamaicani. Questi ultimi erano giovani proletari emigrati dall’ex colonia caraibica di Sua Maestà, da cui hanno portato la passione per la musica nera come lo Ska, il Rocksteady e il primo Reggae. Lavorando fianco a fianco, questi giovani, bianchi e neri, hanno imparato a convivere ed è così nata la scena Skin, caratterizzata da gruppi di amici anticonformisti e incazzati che hanno fuso le loro tradizioni creando un clima di fratellanza e di lotta radicale contro il razzismo. Per molti sembrerà impossibile ma è proprio così, e così è continuato ad essere fino ad oggi.
I problemi sono arrivati quando negli anni Settanta i partiti di estrema destra inglesi hanno cominciato a sensibilizzare alcuni skin alla loro sporca e infame politica e questi, dimenticando le loro origini nere si sono fatti trascinare. La maggior parte degli altri skinhead, quelli rimasti fedeli ai loro ideali, ha però continuato a lottare ed ha creato dei gruppi di riferimento contro quest’ondata di follia: la SHARP (“Skin Head Against Racial Prejudices”) che è prettamente apolitica, e la RASH (Red & Anarchist Skin Head), schierata decisamente a sinistra.
Inoltre in campo musicale, di vitale importanza per il modo di vita skin, sono nati sempre più gruppi Oi! (scia del punk prediletta dalle teste rasate) a sostenere la lotta contro i sempre più numerosi boneheads (gli skin di estrema destra).
Ora resta da chiedersi “come mai quasi nessuno sa niente di tutto ciò?”
Gran parte del lavoro è stato svolto dai mass-media che hanno fatto un bel casino associando sempre al naziskin il termine, appunto, “Skinhead”, creando così il luogo comune del ragazzo cattivo con la testa rasata che non pensa ad altro che pestare i neri e vantarsi del suo paese e della sua pelle bianca. La “spettacolarità” delle azioni dei naziskin ha poi completato il tutto rintronando la testa della gente e togliendo la possibilità ai veri skin di farsi riconoscere e comprendere. Questi ora sono costretti a vivere la loro scena tra l’incomprensione delle masse e con molto disagio, dovendo sempre giustificarsi di fronte agli altri che non comprendono la loro scelta di cultura e di vita.
E’ venuto il momento di chiarire le radici di questa subcultura, solo così si potrà porre fine a questo malinteso.