Sinistra, «stati» ancora confusi

Il dove e il quando sono chiari. D chi, il cosa e il come molto meno. E’ ormai noto che l’«assemblea generale della sinistra e degli ecologisti» si terrà a Roma dalle 14 di sabato alle 20 di domenica prossimi presso la Nuova Fiera di Roma (vicino all’autostrada Roma-Fiumicino, via Eiffel). E’ da poco attivo un sito Internet, www.lassemblea.org (per info tel. 06.42030702) che rende bene lo stato dell’arte: sono definiti almeno i titoli degli 8 workshop che animeranno il pomeriggio dell’8: «Lavoro, economia, welfare»; «Libertà, diritti, laicità»; «Disarmo, cooperazione, Europa»; «Democrazia, rappresentanza, partecipazione, questione morale»; «Ambiente, clima, territorio»; «Conoscenza, innovazione, ricerca»; «Lotta alla mafia, criminalità, legalità»; «Migranti e cittadinanza». Al di là delle etichette nulla: «Ciascun forum – si legge sul sito – sarà guidato da un uomo e una donna, dirigenti politici, e facilitato da due intellettuali anch’essi un uomo e una donna». Sui nomi dei possibili «intellettuali» non si sa ancora molto. Anche alcuni firmatari dell’appello per la manifestazione del 20 ottobre cadono delle nuvole. Marco Revelli, per esempio, è fuori dall’Italia ma assicura di non sapere nulla dell’assemblea dell’8 e 9: «Nessuno mi ha cercato».
Se sul forum c’è poca chiarezza anche sulla giornata del 9 non brilla molta luce. L’organizzazione è ancora in corso. I responsabili dei quattro partiti sembrano, almeno per ora, aver ricucito lo strappo con il Pdci sulla fiducia al welfare e i contatti a vario livello sono quotidiani. Restano da fissare dettagli non certo secondari: il logo comune e la «carta dei valori» che sarà un po’ la carta fondativa del nuovo «soggetto unitario e plurale della sinistra». Grafici, tecnici e segretari ancora al lavoro sulla bozza del simbolo, derubricato però a un semplice «segno grafico» che non alluda almeno per ora alla formazione di un partito unico. Sulla carta dei valori, invece, vige il massimo riserbo. Dovrebbe essere almeno in teoria il passaggio più facile, perché sui contenuti (precarietà, pace, ambiente, etc.) più o meno concorda tutta la sinistra. Un po’ più difficile invece sarà dipanare la «costituzione materiale» della federazione. E’ al momento impossibile capire come funzioneranno, per esempio, i futuri organismi dirigenti. Il Pdci li vorrebbe solo dei quattro partiti. Rifondazione li vorrebbe «binari», cioè aperti anche a chi non è iscritto a un partito ma, per dire, a un’associazione o al sindacato. Un po’ come si fa nella Sinistra europea.
Difficoltà che non scoraggiano il segretario Franco Giordano, che alla direzione di ieri del partito, ha invitato tutti ad accelerare: «Dobbiamo proporre rapidamente un’alternativa al partito democratico e al populismo del partito delle Libertà, e per farlo dovremo costruire un soggetto politico all’altezza dello scontro in atto». Da qui la proposta di presentarsi uniti nel 2008 almeno alle regionali in Friuli e alle provinciali in Sicilia e a Roma.
Intorno però non sembra siano rose e fiori. I Verdi, per esempio, hanno già deliberato la presentazione solitaria come Sole che ride in tutti i comuni sopra i 15mila abitanti. E Alfonso Pecoraro Scanio si trova a mediare tra due posizioni opposte: da un lato chi vede l’unità a sinistra come pura scelta tattica di convenienza elettorale (grosso modo l’area che fa riferimento a Stefano Boco più dirigenti locali forti soprattutto in
Lombardia, Calabria e Marche); dall’altro la «sinistra» interna che fa riferimento a Paolo Cento e vede nell’unità una scelta strategica fin quasi all’unificazione. Venirne a capo non sarà facile.