Sinistra, Fausto accelera: «Siamo un nuovo soggetto»

Un programma di lotta, più che di governo. Fausto Bertinotti, in versione candidato de La Sinistra l’arcobaleno, mette nel frullatore riflessioni sulla lotta operaia e strizzatine d’occhio alla psichiatria militante di Massimo Fagioli.
Nei giorni delle prime anticipazioni sul programma, i grandi giornali l’hanno attaccato, spiegando che nel 2008 l’anticapitalismo rischia di essere poco credibile. E ora che si tratta di presentare ufficialmente quel programma, ospite il teatro Ambra Jovinelli di Roma, Bertinotti risponde che quel che conta è l’orizzonte: «Il programma è l’idea che trasmetti, è una bandiera. E noi per la prima volta decidiamo che la base comune di tutta la sinistra sarà la lotta ad un modello economico e sociale che ci è stato imposto e di cui proponiamo una modifica radicale». L’assenza di altri leader sul palco, peraltro, gli dà l’occasione per bacchettare chi pensa che la Sinistra arcobaleno sia solo un un cartello elettorale e ripetere più volte che si tratta, invece, di «un nuovo soggetto politico».
Parte dalle «storie di lotta degli anni 70, una grande risorsa che non ci possiamo permettere di dilapidare», passa per la «riflessione critica sul passato recente» – «Non è andata bene, abbiamo fatto alcune cose ma non è stata ascoltata l’essenziale domanda di cambiamento» – e non dimentica di prendersela con l’oscuramento operato dai grandi media: «Non ci lamentiamo perché è l’occasione per stare a contatto con la gente, ma organizzeremo una manifestazione molto colorata attorno alla Rai perché non è accettabile che sia anche il servizio pubblico ad eliminare tutto ciò che non è Pd o Pdl».
La critica al Pd è «netta ma non irrispettosa»: «Non capisco come venga in mente al Pd di candidare il capo di Federmeccanica. Veltroni dice che Calearo e Boccuzzi (l’operaio della Thyssen candidato del Pd) sono simili. Dove? In che cosa sono simili rispetto ad un lavoro che asservisce tutto, anche il tuo corpo?». Distanza, dunque: «Mi piace l'”e… e…” di Veltroni, quando include, quando mette insieme le differenze valorizzandole. Ma sulle scelte di campo, come quella tra dominanti e dominanti, bisogna decidere».
E’ vero, oggi il Pd è lontano, guarda al centro. Ma se la Sinistra arcobaleno riuscirà a sopravvivere a questa tornata elettorale le cose potrebbero cambiare: «Potrebbe accadere quel che è successo in Germania tra la Spd e la Linke. Se saremo forti il Pd sarà costretto a guardare un po’ a sinistra».