SINISTRA. E’ BUFERA

(DIRE) Roma, 5 dic. – L’Arcobaleno? “Se lo conserveranno nel cassetto Giordano e gli altri. Alle elezioni si usera’ la falce e martello”. Tra i comunisti del bel paese si agita una vera e propria sollevazione. E’ bastato l’annuncio dell’accordo sul nome e sul simbolo della Sinistra-L’Arcobaleno, che dalla pancia dei partiti salisse la protesta. Per inciso: il simbolo storico del comunismo rimarra’ a tutti gli effetti il legittimo rappresentante di Rifondazione e dei Comunisti Italiani. Solo che, questo e’ il senso della decisione presa questa mattina dai segretari di Prc, Pdci, Verdi e Sd, la federazione unitaria avra’ un altro simbolo: l’arcobaleno appunto, e un mare di colori. In Rifondazione l’entusiasmo non e’ proprio al massimo. Fosco Giannini, direttore dell’Ernesto, la minoranza piu’ grande e promotore dell’area degli autoconvocati, annuncia battaglia. “E’ un vero e proprio scippo alla storia della sinistra”, spiega, annunciando che venerdi’ terra’ una conferenza stampa al partito per presentare un documento politico ed iniziative di contrasto.
“La Cosa Rossa e’ la pietra tombale sul progetto di Rifondazione e l’Arcobaleno e’ un simbolo regressivo e moderato rispetto alla falce e martello. La falce per Lenin significava tagliare il vecchio mondo e dare il via al nuovo. L’Arcobaleno invece e’ la quiete dopo la tempesta, un simbolo pacificatore, come i vegetali del Pd e consimili, che significano continuita’ tra lavoro e capitale”. Giannini critica aspramente la segreteria del partito.
“Giordano mette tutti noi di fronte ad un fatto compiuto: rinvia il congresso e vara la Cosa rossa. Cosi’ facendo si sottrae al giudizio del congresso. E’ un colpo di stato interno”