«Siamo felici, ma ora vogliamo certezze sui tempi»

Gli americani vanno via e Renato Soru ringrazia. Il presidente della giunta regionale sarda ha battuto per più di un anno il tasto della chiusura della base Usa alla Maddalena. Ora raccoglie, insieme a tutto il movimento pacifista sardo, un successo di quelli che pesano. «Ringrazio gli americani – dice Soru – che sono stati qui in questi anni anche a costo di sacrifici personali. Li ringrazio perché sono venuti, per il tempo che sono rimasti, e adesso li ringrazio perché autonomamente hanno deciso di andare via». «Accolgo naturalmente con grande favore – aggiunge – questa notizia. E’ una decisione fortemente voluta dai sardi, i sottomarini atomici dentro il parco nazionale non si sono visti da nessuna parte. L’annuncio del loro allontanamento toglie una situazione di grande pericolo per le popolazioni di quell’area e gli abitanti di una città che sta dentro un’isola». «Adesso – dice ancora Soru – si aprirà per gli abitanti della Maddalena una grande opportunità di sviluppo». Soddisfatta, ma anche prudente, la reazione di Mauro Bulgarelli, deputato dei Verdi: «La notizia è meravigliosa, ma penso sia opportuno conservare un atteggiamento vigile. Occorrerà sapere quali siano i tempi tecnici dell’operazione. E soprattutto sarà necessario avviare un monitoraggio scrupoloso per accertare quale sia stato l’impatto ambientale di 30 anni di attività, visto che finora non abbiamo potuto certo contare sulla collaborazione degli americani».

Commenti cauti anche da Rifondazione comunista. «Le dichiarazioni del ministro Martino, se trovassero riscontri oggettivi in pratiche concrete – dice Antonello Licheri, capogruppo del Prc nel consiglio regionale – sarebbero una buona notizia. Bisognerà vedere i tempi e capire se ai propositi di eliminare la presenza dei sottomarini dalla base della Maddalena corrisponderà un impegno conseguente per la dismissione delle basi militari o se il tutto, come già accaduto in passato, si risolverà solo in un contentino per indorare la pillola del mantenimento complessivo dell’attuale condizione di servitù militare che grava sulla Sardegna».

«E’ una notizia importantissima che va accolta con gioia». Così il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, commenta l’annuncio del ministro della Difesa. Comiti, impostosi alle elezioni a capo di una lista civica, è deluso per la mancata risposta ad una lettera aperta che ha spedito qualche settimana fa a Romano Prodi per chiedere di inserire il caso La Maddalena nel programma di governo dell’Unione. Da Prodi non ha ricevuto alcuna risposta. «Rumsfeld e Martino sono rock, mentre Berlusconi e Prodi sono lenti», ironizza Comiti, sostenendo che «il primo è ossessionato dai comunisti che vede a ogni angolo», mentre «Prodi è lento perché la lettera inviata da un uomo che vive alla periferia dell’impero meritava una risposta rapida. Spiace constatare, invece, che sul piano politico l’Unione si sia fatta prendere in contropiede dal governo».