«Sganciate il contratto»

In ventimila, provenienti da tutta l’Emilia Romagna, ieri hanno invaso e bloccato la stazione di Bologna. In tilt il nodo più importante nel collegamento Roma-Milano. L’invasione della stazione a ritmo di «contratto subito» è scattata alle 11 quando la coda del lungo corteo partito dalla vicina piazza Otto Agosto doveva ancora voltare nel viale della stazione. I lavoratori hanno sfondato lo stesso servizio d’ordine della manifestazione e guardati dalla pochissima polizia presente si sono tuffati sui binari. Immediata la solidarietà dei ferrovieri e i brindisi di festa. Quasi uno scambio di cortesie tra fischietti, cori e addirittura un campanaccio che suona. Mentre le bandiere rosse della Fiom addobbavano le locomotive, un macchinista è salito a bordo della locomotiva e ha suonato la sirena per salutare gli operai tanto da meritarsi la maglia della Ferrari omaggio dei lavoratori di Maranello. Erano in molti i lavoratori arrivati dalla Ferrari di Maranello, stabilimento del presidente di Confindustria: «Cordero sgancia i soldi», si sentiva dire tra le rotaie e qui c’è anche un utile esempio per capire quell’altro lato della trattativa che impegna i sindacati e Federmeccanica, la questione della flessibilità e del precariato. A Maranello arrivano tanti lavoratori dal sud Italia. Michele racconta la sua storia. E’ «salito» otto anni fa ma a lui è andata bene, ha il contratto a tempo indeterminato. Ora che è un delegato sindacale ricorda che le aziende vorrebbero far dilagare il precariato nelle fabbriche e adesso da loro tanti colleghi del sud hanno un destino segnato da diversi anni tra contratti interinali e di apprendistato. Si sentono tanti accenti tra i binari: pugliesi, campani, calabresi, accanto agli emiliani. Oltre alla richiesta del contratto gli slogan sono anche contro il presidente del consiglio: «Chi non salta Berlusconi è- è», tra i cori più gettonati.

C’è un po’ di stanchezza tra gli operai. Qualcuno, riguardando le buste paga, osserva che nel 1973 tra gennaio e marzo furono fatte 116 ore di sciopero. Di questo passo ci stiamo arrivando anche oggi. Oltre alla manifestazione di Bologna ci sono state altre proteste in regione. A Modena un presidio di fronte alla Fiat Cnh ha visto momenti di tensione quando, prima delle otto, un alto dirigente aziendale ha spintonato un lavoratore surriscaldando gli animi tra gli operai che per tutto il giorno hanno bloccato i cancelli della fabbrica.

Sì, i metalmeccanici vogliono il contratto. Bisognerà attendere l’esito della ripresa della trattativa con Federmeccanica, previsto per oggi, per vedere adesso se le tute blu bolognesi infileranno un’altra vulcanica iniziativa. «Non siamo disponibili a scendere sotto i 100 euro e proprio per questo potremo andare a portare un po’ di realtà nella finzione», spiega Bruno Papignani, segretario Fiom di Bologna a chi gli chiede come prosegue la lotta dopo lo stop ai treni di mezza Italia. Tradotto significa che gli operai sono pronti a farsi immortalare al Grande Fratello, il reality dei reality italici che giovedì sera parte con la quinta edizione. Le affermazioni che il segretario della Fiom ha ripetuto anche ai microfoni di Caterpillar su Radio Due sono destinate a rimanere una «boutade» se la trattativa si chiude. Ma niente si può escludere, a questo punto, nella lotta dei record battuti.

Nel pomeriggio sono arrivate le polemiche politiche. Dagli esponenti della destra condanne al metodo utilizzato dai metalmeccanici che riecheggiano il governo. Per quelli di Alleanza nazionale, Udc e Forza Italia la protesta di ieri e quella della scorsa settimana sono illegali e vanno sanzionate. A sinistra verso sera arriva una dichiarazione del capogruppo in comune di Rifondazione Comunista Roberto Sconciaforni che segnala un certo «imbarazzo» tra i partiti dell’ Ulivo a sostenere in forma incondizionata la protesta dei metalmeccanici proprio a partire dal metodo dei blocchi. Sarebbe piaciuto all’esponente Prc vedere una partecipazione più visibile degli alleati, a partire dai Ds.