Sebastopoli (Crimea) in lotta contro l’occupazione NATO

A testimoniare come la situazione in Ucraina (a dispetto del silenzio imposto dall’intero mondo dei “media”) non sia affatto “normalizzata” e quanto sia ancora vivace, soprattutto nelle regioni sud-orientali del paese, l’opposizione alla svolta filo-imperialista operata in seguito alla cosiddetta “rivoluzione arancione” e alla presa illegittima del potere da parte del gruppo ultraliberista e ultranazionalista di Viktor Juschenko, c’è la manifestazione svoltasi pochi giorni fa (il 22 maggio) a Sebastopoli in Crimea, per protestare contro le manovre della NATO, che si prepara a sostituire la flotta russa nell’importante porto del Mar Nero.

Migliaia e migliaia di manifestanti si sono concentrati nella centrale via Nakhimov, gridando slogan combattivi, innalzando striscioni inneggianti all’unità dei popoli dell’ex URSS e chiedendo l’allontanamento delle truppe NATO dalla città e dal porto.

La manifestazione, secondo quanto riferisce Elena Gromova dell’agenzia di notizie del Partito Comunista della Federazione Russa, è stata organizzata da un vasto arco di forze di centro-sinistra, comprendente oltre alle organizzazioni locali del Partito Comunista di Ucraina e del Partito Progressista Socialista di Ucraina, anche il forte “Partito delle Regioni”, l’ “Unione degli Operai” ed altre rappresentanze politiche e sociali.

Alla città di Sebastopoli e al popolo della Crimea in lotta contro l’occupazione della NATO va la nostra piena solidarietà.

La redazione di “Nuove resistenti”