SCUOLA IN SUBBUGLIO, INIZIA LA REPRESSIONE ?

La mobilitazione contro la riforma Gelmini e il decreto 133 che riguarda tutto il mondo dell’istruzione (dalla scuola primaria all’università) sta esplodendo con grande forza in tutto il Paese e mobilitando milioni di persone. Il governo e le destre hanno fatto di tutto per denigrare le proteste e far passare l’dea che, a mobilitarsi, erano i soliti studenti strumentalizzati dalla sinistra, i soliti scansafatiche insomma. Non ci sono riusciti: le prime mobilitazioni hanno visto come protagonisti proprio i genitori che, dopo il proprio turno di lavoro, hanno occupato le scuole elementari insieme ai propri figli, contro il decreto Gelmini. Poi è arrivato il turno degli istituti superiori e delle facoltà, in lotta contro il decreto 133.
È una protesta che si sta espandendo in tutta Italia e che coinvolge studenti, professori, presidi ed anche qualche rettore. Un protesta che, soprattutto dopo la riuscita della manifestazione dell’11 e lo sciopero generale del 17, comincia a far paura al governo. Tantoppiù in vista del nuovo sciopero del 30. L’opposizione rinasce e, sbaragliando gli schemi fallimentari dell’opposizione a sua maestà voluta del Pd di Veltroni, acquista sempre più consenso, coscienza e radicalità.
Ecco da dove nasce, quindi, l’idea di Berlusconi di spedire la polizia davanti alle Università per impedire qualsiasi forma di lotta. Nasce dalla paura. La paura di perdere consenso e di aprire la strada ad un’opposizione che può intaccare nel profondo il suo consenso, fin qui granitico, nella società. Tagli all’editoria indipendente e dipartito, criminalizzazione del dissenso, progetti di riduzione della libertà di sciopero, uso delle forze dell’ordine per reprimere le proteste popolari (da Chiaiano agli atenei in rivolta) è questa la cifra di una progressiva morsa antidemocratica messa in atto da questo governo.
“Infiltrare le università con agenti provocatori” e poi “reprimere, mandarli tutti all’ospedale”. Questa è la ricetta che Cossiga consiglia oggi a Berlusconi. Lui tutto questo lo ha già sperimentato degli anni ’70. Vi invitiamo a leggere questa sconcertante intervista: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
Contro questa grave emergenza democratica studenti, collettivi ed insegnanti si stanno mobilitando. Il movimento nazionale Taglia la Gelmini, nato dalla collaborazione di diverse esperienze territoriali e collettivi, sin da ieri ha istituito uno sportello legale di aiuto ed assistenza a tutti gli studenti. Per maggiori informazioni e notizie sulla protesta, consultate il sito internet www.taglialagelmini.it