Schroeder-Putin, alleati a tutto gas

Il cancelliere e il capo del Cremino firmano un’intesa storica sulla fornitura di energia. La Merkel si unisce alla festa

da BERLINO
Non si lasciano soli gli amici nei momenti difficili: a dieci giorni dal voto, a dare una mano al cancelliere Schroeder ieri è arrivato da Mosca Vladimir Putin con il contratto per il gasdotto russo-tedesco sotto il Baltico pronto per la firma, con venti giorni di anticipo sui programmi. Un regalo importante, perché il progetto porta nuovi posti di lavoro e – con la fornitura di 30 miliardi di metri cubi di gas all’ anno a partire dal 2010 – promette per decenni indipendenza dal petrolio. I quattro miliardi di euro che costerà la posa sui fondali di 1.200 chilometri di cavi – da Wyborg, al confine tra Russia e Finlandia, a Greifswald in Brandeburgo – saranno divisi tra il gigante energetico russo Gasprom, che partecipa al 51 per cento, e le due società tedesche Eon-Ruhrgas e Basf-Wintershall che si dividono il restante 49 per cento in parti uguali.
Nella sala dell’Hotel Intercontinental dove i responsabili delle tre società firmano l’accordo e tutti ripetono che «questa è una data storica», c’è aria di festa ma anche di addio. Sta per finire l’era della «diplomazia dei compagnoni» inaugurata da Kohl e Eltsin, perfezionata da Schroeder e Putin anche grazie al fatto che il presidente russo – che per cinque anni, dal 1985 al 1990, è stato funzionario del Kgb a Dresda – parla tedesco e ama la Germania. Con Angela Merkel cancelliera lo stile – e non solo la sostanza – saranno tutt’altri. Anche se, ha voluto sottolineare Putin, i buoni rapporti russo-tedeschi non debbono dipendere da amicizie personali.
Schroeder, che i sondaggi danno in risalita, è visibilmente soddisfatto dell’accordo e della visita. «È una firma di portata storica dice -, il segno della riconciliazione tra i nostri popoli. Sono grato alla Russia che ha saputo andare oltre i grandi dolori che la Germania le ha arrecato. E sono grato a Putin per questa nostra amicizia forte maschile, per la grande fortuna che ho avuto a incontrarlo». L’amico non si smentisce: «Anche se Schroeder non sarà più cancelliere, noi manterremo il nostro stretto rapporto personale. L’ho conosciuto come uomo per bene e responsabile». Poi ha ricordato che Mosca ha saldato in anticipo i suoi debiti con la Germania. «Ho contribuito a tappare i buchi nel bilancio tedesco», dice scherzoso. Tutto ciò non è un bell’ aiuto elettorale al cancelliere? Nella conferenza stampa che segue la firma è questa la prima domanda. «No, io non sono venuto per tirare la volata a qualcuno – replica Putin -. Ora che vedo la Merkel direte che tiro la volata anche a lei? Stiamo parlando di accordi russo-tedeschi, la collaborazione continuerà con qualsiasi governo». Ma non ha imposto una grande fretta a tutti per arrivare con il dossier pronto prima del voto del 18 settembre? Questa volta risponde Schroeder: «Non è stato solo Putin, anch’io ho fatto molto per avere presto questo contratto. Sono stati mesi di colloqui intensi tra tutti i partner e tutti gli interessati. N e va della politica energetica del nostro Paese. Lo vediamo in questi giorni quant’ è urgente limitare la nostra dipendenza dal petrolio».
Salutato l’amico augurandogli il successo, Putin si è dedicato a quella che in Germania chiamano «la cancelli era in spe», colei che spera di diventare cancelliera e che non ha gradito il contesto in cui si è stato firmato il contratto per il gasdotto. Altra cornice l’ambasciata russa – e altra lingua comune, il russo, che Angela Merkel ha studiato a scuola come tutti i cittadini della ex Ddr. Un colloquio rapido e formale nel quale lei ha dato assicurazioni che anche nel caso di un cambio di governo saranno mantenuti rapporti amichevoli. «Oggi – ha dichiarato dopo l’incontro – è una buona giornata per i rapporti russo-tedeschi. La partnership strategica con la Russia è molto importante. Con un governo Cdu-Csu la Germania può diventare il motore di una politica europea coordinata nei confronti della Russia».
Tutti però sanno che un cambio di governo porterà anche un cambio di atteggiamento. Nel programma elettorale di Angela Merkel sta scritto: «Noi vogliamo buoni rapporti con la Russia, ma non sopra le teste dei nostri vicini dell’Est. Noi non ignoreremo i problemi della politica interna russa». E spesso, in questi giorni, ha ripetuto lo slogan: «Più Bush, meno Putin». Kohl e Schroeder guardavano a Mosca da Ovest, lei da Est. E questo dà tutta un’ altra prospettiva storica.