Sassuolo: contro il razzismo senza se e senza ma

Ho incontrato ieri, in visita ispettiva al carcere di Modena, il giovane marocchino (29 anni, in Italia dal 1998) pestato brutalmente dai carabinieri a Sassuolo.
Ho voluto esprimere così la mia totale solidarietà all’immigrato vittima di un incivile sopruso e la mia netta condanna dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di un immigrato.
Se un immigrato o un italiano compiono reati vanno perseguiti, ma la legalità va fatta rispettare non unilateralmente ma a 360 gradi, anche se viene violata dalle forze dell’ordine, come si evince chiaramente dal filmato e come dovrà accertare la Magistratura che giustamente ha aperto un’inchiesta.
Purtroppo l’episodio di Sassuolo è figlio di un clima di razzismo e di xenofobia alimentato dalla guerra all’Irak, dagli annunci di guerra all’Iran e a tutto il mondo arabo e islamico, come sta facendo il governo Berlusconi e altri esponenti istituzionali di centro-destra come il presidente del Senato Marcello Pera.
Bisogna fermare l’incendio prima che sia troppo tardi schierandosi chiaramente, senza se e senza ma, contro la guerra e il razzismo dilagante. Questo chiediamo alla Regione Emilia-Romagna, al Presidente Vasco Errani e ai nostri alleati del centro-sinistra.