Sardegna, operai sul “Ponte per il lavoro”

Ai lavoratori che vogliono difendere il loro posto mancherà lo stipendio, ma di certo non le idee. Dopo le arrampicate sui tetti e sulle gru, dopo l’Isola dei cassintegrati che va “in onda” da quasi due mesi all’Asinara, stavolta in Sardegna arriva il “Ponte per il lavoro”. Hanno piazzato cinque tende sul ponte di Campo Pisano ad Iglesias, in provincia di Cagliari, e promettono di non spostarsi da lì fino a quando non ci sarà una convocazione al ministero dello Sviluppo economico: sono i lavoratori dello stabilimento Rockwool che chiedono un futuro per lo stabilimento. Quello scelto per l’occupazione è un punto nevralgico per la circolazione nella zona, perché si trova sulla circonvallazione di Iglesias, all’altezza della miniera di Campo Pisano, appunto, nella direzione di Carbonia e Portovesme, cioè della zona industriale del Sulcis.

La protesta in realtà va avanti da quasi un anno, inclusi i sei mesi di assemblea permanente negli impianti, ma da ieri sera (13 aprile) circa 40 operai della fabbrica che produceva lana di roccia hanno deciso di occupare l’infrastruttura, organizzandosi sui turni per garantire un presidio permanente. “Speriamo di ottenere tavoli di confronto in cui ci siano risposte concrete per il nostro futuro – hanno spiegato – e ci auguriamo di essere convocati a Roma al più presto”. La situazione “sta precipitando giorno dopo giorno, anzi è ormai irreversibile – fanno sapere in un comunicato pubblicato sulla Nuova Sardegna – la cassa integrazione che l’azienda ha attivato per cessazione di attività sta per arrivare alla scadenza e all’orizzonte non ci sono prospettive di lavoro. Per queste ragioni l’assemblea ha deciso di uscire dall’isolamento e rendere visibile la protesta che non ha mai oltrepassato le regole della civile convivenza: non abbiamo mai disturbato nessuno”.

Nel frattempo all’Asinara gli operai dello stabilimento chimico Vinyls di Porto Torres si avviano a raggiungere i 50 giorni sull’isola dei cassintegrati (oggi, 14 aprile, è il 49esimo), e continuano a ricevere centinaia di messaggi di solidarietà da ogni zona del mondo, con il gruppo di sostenitori su Facebook che ha superato quota 88 mila. Una parte degli operai chimici dorme nel carcere di massima sicurezza, già luogo di detenzione per mafiosi e superlatitanti, mentre altri colleghi della stessa azienda continuano l’occupazione della Torre aragonese di Porto Torres, iniziata il 7 gennaio scorso. La speranza di una soluzione positiva è legata alla società araba Ramco, che si è detta interessata a rilevare gli impianti Vinyls in Italia.