«Saranno cancellati 9 processi su 10 per corruzione»

MILANO – Prescrizione in vista per il 25% dei processi per truffa già in Corte d’Appello, per il 35% dei giudizi sugli omicidi colposi (infortuni sul lavoro, incidenti stradali, errori medici), per il 90% dei processi per corruzione e bancarotte semplici, nonché per la maggior parte dei dibattimenti per furti in abitazione e scippi: la sezione milanese dell’Associazione nazionale magistrati fa un lavoro a campione per stimare, in concreto, l’impatto in Corte d’Appello della legge su alcuni dei reati (quelli puniti dal codice con una pena massima fino a 6 anni) che il testo in discussione alla Camera promette di prescrivere in 7 anni e mezzo anziché in 15 anni. «Demagogia per impressionare la gente – ribatte Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia e avvocato di Silvio Berlusconi -, oggi la prescrizione dipende dall’illimitata discrezionalità del magistrato sulla concessione delle attenuanti». «Cittadini più garantiti? – ironizza l’Anm milanese presieduta dal giudice Paolo Carfì – Certamente sì gli imputati, ai quali verrà data una ulteriore possibilità (una tra le tante) di evitare il processo. Ma certamente non le vittime dei reati, che troveranno diminuite ancora la possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti». Per l’Anm è «incomprensibile la volontà del legislatore di applicare la legge ai processi in corso, salvo si pensi male e cioè che sia fatta solo per evitare che alcuni noti processi già decisi anche in Corte d’Appello giungano alla loro naturale conclusione (Imi-Sir, ndr )». Piuttosto, aggiunge l’Anm, «è ora che i cittadini comprendano che i processi spesso non vanno avanti non perché il giudice non ha voglia di lavorare, ma per altri motivi, anche assai banali. Lo sanno i cittadini che, per la carenza di personale amministrativo, a Milano la dirigenza del Tribunale ha dovuto di recente invitare ogni sezione composta da nove magistrati a non celebrare più di 12 udienze la settimana, di cui da 3 a 6 non proseguibili dopo le ore 14? E che in molte sedi si è dovuto tornare a verbalizzare a mano, perché non ci sono più soldi per pagare gli stenotipisti? O che il giudice, se deve rinviare un processo perché l’imputato è malato, non può limitarsi a comunicare al difensore presente la data del rinvio, ma deve notificargli personalmente l’ordinanza di rinvio tramite ufficiali giudiziari?».
Esempi che l’Anm fa per mostrare che «il legislatore dimezza i tempi utili per perseguire i reati, ma nulla fa per rendere effettivamente più veloce un processo già ridotto in una condizione precomatosa. Con questa legge, potremo certificarne la morte definitiva».