Salvi gli insegnanti precari e l’editoria

Il puzzle della finanziaria si compone di altri tasselli. Se la commissione bilancio dovrà affrontare circa 4.500 emendamenti sono molti di meno, circa 70, quelli del governo e quelli 35 del relatore. Via alla rottamazione di auto e autocarri (rispunta, con tutta la cautela del caso, il taglio al bollo auto per tre anni), si salvano le graduatorie per i precari della scuola come volevano le sinistre, si ripristinano in parte (40 milioni) i fondi per l’editoria e si consentono (130 milioni) le assunzioni di 600 vigili del fuoco e 2mila poliziotti. Ancora in alto mare invece le norme su Autostrade e l’imposta secca al 20% degli affitti con corrispondente detrazione per gli inquilini. Si pensa di limitarla solo ai proprietari di pochi appartamenti. A conti fatti il senato ha bisogno di 750 milioni in più rispetto all’ipotizzato. Secondo fonti dell’esecutivo, quasi metà della cifra arrivera’ da riduzioni di spesa mentre da nuovi giochi potrebbero arrivare nuove entrate per 400 milioni.
«Mi pare di poter dire che questa nostra battaglia sulle graduatorie sia stata vinta», dice il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano. La questione degli insegnanti in effetti era stata proditoriamente ‘tagliata’ dal maxiemendamento votato alla camera e ancora fino a ieri mattina il suo ripristino non era assicurato. Le graduatorie rimarranno anche dopo il 2010 fino ad esaurimento delle liste.
Sul lato fiscale l’esecutivo ha proposto una leggera modifica agli studi di settore (a chi guadagna episodicamente leggermente di meno dovrebbe essere alleviato l’accertamento) e varato una detrazione Irpef ad hoc per i lavoratori discontinui, come i co.co.co. o come i dipendenti a tempo determinato ai quali non viene rinnovato il contratto. Sarà di 1.380 euro a prescindere dal tempo di lavoro cumulato nel corso dell’ anno e servirà ad evitare che si paghino più tasse anche se si hanno redditi bassi.
Sempre acceso il duello sulla riduzione delle tasse. La Margherita ha confermato di voler chiedere una quota dell’evasione per tagliarle. Mentre Piero Fassino ha criticato sia la Cdl che Rifondazione per «frasi sbagliate e speculari» sull’argomento fisco: «Le tasse non sono né una punizione né una rapina».