Sacchi a pelo e thè: la «corsa alle quote» di 900mila immigrati

Seck è disposto a tutto pur di far arrivare il fratello dal Senegal. «Ho preparato il termos con il thè e un sacco a pelo – dice -. Da stanotte farò la posta alla Posta. Voglio essere il primo ad avere la ricevuta timbrata di Padova. Non posso mica rischiare di re-
stare fuori quota!». Mustafà sogna un posto di lavoro regolare: «Un amico italiano di Caserta mi ha chiesto mille euro per farmi lavorare come muratore. I kit per la mia assunzione con il decreto flussi, però, non riuscivo a trovarli: ho dovuto pagare altri 300 euro al mio futuro datore di lavoro che li ha comprati al mercato nero». Kibria invece ha paura: «Ho sentito dire – racconta – che alle Poste ci saranno polizia e carabinieri. Sono clandestino, se mi fermano addio regolarizzazione, addio futuro». Così il giovane migrante aspirante badante sta meditando di pagare un bagarino per far la fila al posto suo: 300 euro per non essere espulso.
L’ora X per i flussi extra Ue 2006 sta per scoccare. A partire dalle 14.30 di domani 6.244 uffici postali (l’elenco è in www.poste.it) accetteranno le domande di nulla osta per l’assunzione di lavoratori extracomunitari residenti all’estero. Vincerà chi riuscirà ad arrivare allo sportello per primo. E sarà dura: la «lotteria» per le quote si esaurirà nei primi 5-7 minuti. Per capire di che giro si sta parlando, basta pensare che le Poste hanno distribuito oltre un milione e 800 mila kit. Moduli che sono andati subito «a ruba», mentre i posti disponibili sono soltanto 170 mila e divisi per Regioni e province autonome (lo scorso anno erano ancora di meno: 79.500). Un affare economico non di poco conto: se venissero presentate 900 domande ci sarebbe un introito complessivo di 5 milioni di euro per le Poste e di oltre 13 milioni di euro per lo Stato, perche ogni busta dovrà essere spedita con Posta Assicurata (costo della spedizione 5,70 euro) e ogni domanda dovrà contenere una marca da bollo di 14,62 euro. I sindacati sono stati lasciati fuori da ogni piano di coordinamento.
Caos e disagi annunciati, dunque, per tutti: immigrati, datori di lavoro, impiegati postali e semplici cittadini. Il sistema del decreto flussi fa acqua da tutte le parti. «È un sistema ipocrita da abolire – denuncia Kurosh, coordinatore nazionale del Comitato immigrati della Cgil, che spiega: «Nella pratica altro non è che una mini-sanatoria mascherata». Ma la “gara” per aggiudicarsi una quota non funziona con le regole certe della lotteria. «Se si vuole persistere con questo metodo ipocrita – sottolinea Marco Roverano della Cgil-immigrati di Genova – sarebbe allora più giusto utilizzare l’estrazione a sorte, piuttosto che far correre donne e uomini come cavalli per piazzarsi a tutti i costi». Il sindacato Cgil, Cisl e Uil da tempo chiede il superamento delle quote e l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro della durata di 6-8 mesi, come prevede il programma dell’Unione sull’immigrazione.
Un tetto per i kit. Massimo cinque domande per volta, poi si ritorna in fila. Il Viminale ha messo un tetto alla presentazione delle istanze. Le richieste possono riguardare assunzioni per lavoro subordinato, domestico o stagionale di lavoratori stranieri residenti all’estero. Il tetto deciso dal Viminale in accordo con Poste italiane di sicuro creerà problemi alle società di servizi che dovranno consegnare le domande da parte dei loro clienti. Meno problemi di fila li avrà chi vorrà assumere una colf o una badante, purchè assicurari al neo-assunto una paga mensile non inferiore a 381,72 euro (pari all’assegno sociale).
Ressa alla Poste. Gli uffici postali collegati alla rete informatica e abilitati all’accettazione delle domande apriranno alle 14.30 e chiuderanno alle 17.30. Chiunque si troverà all’interno della posta potrà comunque presentare la busta che dovrà essere indirizzata al competente sportello unico per l’immigrazione. L’impiegato non chiederà i documenti o deleghe a chi presenta le domande: potranno essere intestati anche a datori di lavoro diverse. Le Poste rilasceranno una ricevuta con data e ora di accettazione. E la differenza non è da poco: chi ci avrà scritto 14.35 forse dormirà tranquillo tutti gli altri dovranno aspettare la prossima lotteria.
Bagarini in fila. Già da giorni si vedono campanelli di gente fuori dagli uffici postali. I migranti cercano soluzione per accorciare le file. E i bagarini sono in agguato agli sportelli.