Rutelli: “Terremo i Cpt, via la legge Biagi”

Il leader della Margherita: non si può cambiare tutto a ogni legislatura, ma modificheremo tutte le norme ad personam

«Bisognerà cambiare alla radice le leggi ad personam del centrodestra, ma è astratto dire «modifichiamo tutto», rifacciamo al 99% le leggi a ogni legislatura». Francesco Rutelli va subito al sodo sotto il fuoco di fila di domande dei telespettatori abruzzesi: quattro ore di maratona su Atv7 – la televisione locale di proprietà dei fratelli Spallone – prima tappa di un tour nelle tv locali di tutta Italia. Assicura che il centrosinistra «manterrà i centri di permanenza temporanea per gli immigrati: impossibile chiuderli, se no l´Italia diventerebbe piattaforma per centinaia di migliaia di clandestini tra cui non si può escludere si infiltrino anche terroristi». E´ ottimista sull´Unione: «Saremo uniti per il governo, nessuno ha voglia di scherzare». Ma frena su Di Pietro nell´Ulivo: «Ne parleremo con i Ds».
E´ un «filo diretto», come quelli che il leader di Dl sperimentò venti anni fa quando per il partito Radicale conduceva il botta e risposta su Teleroma 56. Non lo mette in difficoltà la grandinata di richieste di spiegare cosa farà un governo del centrosinistra delle riforma della scuola, della legge Biagi, dei centri di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini. E poi, a quando il Partito democratico?
«Sulla riforma della scuola – dice – non si può ricominciare daccapo: faremo modifiche serie e mirate, interverremo sui punti sensibili. Così come cambieremo la legge Biagi mantenendo la flessibilità e però eliminando le figure di precarietà assoluta. Modificheremo la legge Gasparri sulle tv. Ci batteremo per abolire la devolution se verrà approvata, ma bisogna completare la riforma del Titolo V della Costituzione». Chiamano studenti da Pescara e vogliono risponda sulle tasse scolastiche; Ricci, il sindaco di Chieti, per parlare dei tagli agli enti locali; Annamaria di Avezzano; Lucia imprenditrice; Mario che «ti ricordi di quando ci siamo incontrati sul lungomare di San Benedetto del Tronto?». «In bocca al lupo», gli augurano. E lui: «Bisognerebbe dire «crepi il lupo», ma qui siamo nella terra del lupo, quindi «viva il lupo». E a metà trasmissione a sorpresa telefona da casa Franco Marini, il segretario organizzativo di Dl, detto anche «il lupo marsicano».
«E´ lui il vero capo del mio partito», chiosa Rutelli. Carmine Perantuono, il direttore della tv, rompe il ghiaccio all´inizio. Verso mezzanotte il leader Dl chiede «una pizza Margherita». Incalza: «La priorità delle priorità si chiama crescita economica, io mi ricordo quando Berlusconi promise agli industriali una crescita economica annuale del 4 per cento. Ma è stata del 4 per cento in cinque anni». Attacca la legge ex Cirielli («Ci batteremo per non approvarla»); il colpo di mano della riforma proporzionale.
E il partito democratico? «C´è stato in Italia un lungo periodo in cui abbiamo parlato di imballaggi della politica e non di quello che c´era dentro. Bene il partito democratico a cui tutta la Margherita, e io personalmente, riflettiamo da anni non è una scatola misteriosa: dentro c´è l´incontro tra le diverse culture democratiche italiane su basi trasparenti. E´ un cammino lungo, nascerà quando i problemi grossi saranno risolti», Sarà un progetto basato su idee e propositi concreti: insiste. Poi battute, stoccate al centrodestra («I leghisti hanno visto troppi film di Rin tin tin»), richiami all´amor di patria. Nessuno stacco pubblicitario, tutto d´un fiato. E domani in Sardegna a Videolina: «Farò concorrenza a Celentano».