Romani Prodi sui mutamenti dell’economia mondiale

L’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha richiamato l’attenzione sui profondi mutamenti che stanno interessando l’economia mondiale.

Ha detto il Professore: “Ben prima della meta’ del secolo, la Cina e l’India supereranno non solo il Giappone ma anche gli Stati Uniti”.

Prodi ha definito il cambiamento “inevitabile”, anche a causa dell’enorme costo della politica estera degli Stati Uniti.

“Piu’ di centomila soldati in Afghanistan ancora piu’ in passato in Iraq e basi militari in tutto il mondo – ha sostenuto l’ex leader dell’Ulivo  – hanno contribuito a produrre un deficit nel bilancio federale (degli Usa, ndr) che e’ potuto durare fino ad ora solo perche’ i cinesi sono, negli ultimi anni, diventati i grandi acquirenti del debito pubblico americano”.

Secondo Prodi, il ‘soft power’ americano, cioe’ la capacita’ di ottenere i risultati voluti attraverso la forza dell’attrazione e non della coercizione “si starapidamente esaurendo”, con il risultato che “i governi dei nuovi protagonisti dell’economia mondiale stanno assumendo il ruolo che era in precedenza un’esclusiva dei Paesi occidentali”.

“Tuttavia – ha aggiunto Prodi – non vi e’ nessuna ragione per credere che la crescita del nuovo mondo metta necessariamente a rischio la nostra prosperita’”. In uno scenario simile, “le prospettive e le occasioni di sviluppo – ha proseguito l’ex premier – si moltiplicheranno, come la crescita delle esportazioni germaniche in Asia sta dimostrando”.

Se da una parte le previsioni di Prodi sono condivise da gran parte degli osservatori internazionali, da un’altra la situazione italiana mostra serie difficolta ‘ nella capacita’ di affrontare i nuovi scenari.

Le imprese nazionali non hanno il sufficiente tasso di capacita’ innovativa per reggere lo scontro con i Paesi emergenti, mentre le classi dirigenti e quella politica in particolare, non sembrano affatto idonee a guidare l’Italia sul cammino della ripresa e della competizione sui mercati globali.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)