Rivoluzione d’ottobre, Diliberto a Mosca. Discorso dal palco 70 anni dopo Togliatti

Alle cinque del pomeriggio di mercoledì 7 novembre avrà fatto già buio e la temperatura non dovrebbe scendere sotto lo zero. Attorno a quell’ora, Oliviero Diliberto salirà sul palco sotto al monumento del generale Zhukov, eroe dell’assedio di Leningrado. Al suo fianco Ghennadij Ziuganov, segretario da 14 anni del Partito comunista della Federazione russa, ciò che ha preso il posto del Pcus e che ha il 18 per cento dei seggi in Parlamento. Diliberto parlerà alla folla stretta a rievocare, come ogni 7 novembre, la Rivoluzione d’ottobre (era in vigore, allora, il calendario giuliano). Parlerà in italiano, perché è vero che il segretario dei Comunisti italiani studiò a Mosca ai tempi dell’università, ma non ha conservato un russo fluente. Diliberto sarà, a quanto risulta al momento, l’unico leader straniero a celebrare con un discorso l’evento, e quest’anno si tratta del novantesimo anniversario della presa del Palazzo d’Inverno.
Il monumento del generale Zhukov è in piazza del Maneggio, proprio adiacente alla Piazza Rossa, che da là si vede, fra il Museo storico e la Chiesa della Resurrezione. Quindi con un piccolo salto logistico e un grande orgoglio politico, i Comunisti Italiani dicono che il segretario parlerà «sulla soglia della Piazza Rossa». Certo, erano altri tempi quando il 7 novembre veniva glorificato dai segretari del Pcus sulla terrazza del Mausoleo di Lenin, proprio al centro della Piazza, il Cremlino alle spalle. Da quella balaustra s’affacciò anche Togliatti, prima e dopo la Seconda guerra mondiale. Oggi Putin non concede la piazza, se non a se stesso.
Sotto al palco ci saranno anche cento comunisti italiani che hanno aderito al «viaggio politico-turistico» predisposto dall’Associazione Italia-Russia e da Punto Critico, viaggio che come ha scritto Iacopo Venier, responsabile esteri del partito, «ha il preciso scopo politico di ribadire il nesso tra i Comunisti Italiani e l’Ottobre». Dirà Diliberto che quell’Ottobre resta punto di riferimento storico imprescindibile per chi voglia cambiare il mondo dalle fondamenta e non solo gestire le contraddizioni interne al capitalismo e dirà che quell’Ottobre ha aperto la via a numerosi processi di liberazione. «Non andremo a Mosca per nostalgia — spiega Venier —. Non siamo la sinistra che dissolve il proprio passato, quello è il Partito democratico». Altri italiani sotto quel palco? «Una delegazione di Rifondazione comunista, senza leader…». «Siamo gli ultimi che rappresentano i comunisti in questo Paese», disse Diliberto al Comitato centrale 2006. Oggi il segretario presenterà l’edizione italiana di Granma, organo del Partito comunista cubano, allegato ogni mese a Rinascita, settimanale Pdci, mentre per i 90 anni della Rivoluzione sovietica è pronto lo slogan: “Novantanni e non li dimostra”.
In Russia i cento fortunati che hanno prenotato il viaggio passeranno da San Pietroburgo, visiteranno l’incrociatore Aurora, da cui partirono le salve sul Palazzo d’Inverno, e il Complesso dello Smolny, in via Dittatura del proletariato numero 3. Quindi a Mosca, visita al monumento a Marx e cena conviviale con il Segretario e i compagni della Federazione russa.
Coincidenza clamorosa: nello stesso 7 novembre l’Inter, che è nel cuore di Diliberto, affronterà a San Siro, in Champions League, la squadra dell’Armata rossa.