Risultato Calabria, il “su la testa” che premia Rifondazione

La Calabria è up. Su. Nel mucchio dell’Ufficio elettorale qualcuno magari non li nota. Ma i voti calabresi sono belli, sonanti, voti che si contano e che si pesano. Già l’insieme è a tutto tondo: al Senato è il 7,3, quasi due punti in più rispetto alle politiche del 2001; con i circa 73 mila voti siamo né più né meno che il terzo partito della sinistra, dopo Ds e Margherita.
Bel colpo d’occhio. In termini di voti, il totale dell’Unione (Camera) che fa quasi 650 mila, batte di quasi 200 mila quello targato Cdl, in percentuale vale 56,7 per cento contro il 42,8 (scusate la pignoleria ragionieristica, qui ci sta bene…).

Vediamo. Catanzaro (7,1) porta a casa due punti in più, terzo partito; Cosenza sfavilla con l’8,1 (qui l’Unione becca oltre 80 mila voti in più della Cdl); Crotone inalbera un 7,5 e piazza l’Unione su una percentuale doppia rispetto al centrodestra (64,8 contro 34,2); e Reggio Calabria, che languiva sul 4,1 delle Europee, fa ora un’ottima figura con il suo 6,8.

Questa è solo la cornice. “Su la testa”: andando a votare molti calabresi devono avere tenuto presente lo slogan dei ragazzi ribelli di Locri, “su la testa” per un voto-castigo, piazzato al posto giusto.

Piero Mascaro, segretario di Catanzaro, dà un sacco di numeri fortunati e sembra persino emozionato, «mi stanno chiamando i compagni di tutta la provincia, erano anni che nelle città non ce la facevamo a sfondare il muro del 6 per cento. Invece, proprio qui a Catanzaro ce l’abbiamo fatta alla grande, ha pagato la nostra battaglia contro “il partito del mattone”, i nuovi barbari del cemento selvaggio che hanno devastato il nostro territorio». Anche Lamezia, nel suo piccolo, è passata dal 2 al 4 per cento, nel suo piccolo ha raddoppiato.

Misconosciuta, coraggiosa, tenace Calabria delle piccole e piccolissime patrie, quella che Mascaro racconta, pescando nel suo carnet elettorale. Cortale per esempio, – 3mila abitanti, paesino di braccianti e dipendenti della PA nell’entroterra collinare tra il Golfo d Squillace e il Golfo di Sant’Eufemia – volete saperlo? A Cortale il Prc ha preso il 25 per cento, il dato più alto dell’intera provincia; e quindi a Cortale il Prc è il primo partito in assoluto. Primo rispetto ai Ds (13) e anche rispetto alla stessa FI (10). Simbolica Cortale, averne…

E Maida, anche qui 3mila abitanti, brilla con il 17 per cento; e qui è particolarmente felice il segretario del circolo – Francesco Dattilo, studente universitario – un circolo «che ha lavorato un sacco». E Guardavalle, 11,7, Prc terzo partito dopo Ds e FI; e Taverna, primo partito della sinistra col 16, 90, nonostante “l’anomalia” (così la definiscono) di una giunta di destra. E Borgia, 6mila abitanti e un circolo Prc con 50 dediti iscritti: quasi il 13, terzo partito dopo Ds e Margherita. E Cerva, 14,7, secondo partito e un circolo giovane, iscritti tutti al di sotto dei 25 anni, «che hanno combattuto benissimo la prima battaglia elettorale della loro vita». E magari Amaroni, nessun circolo ma 104 voti – 10 per cento – spuntati dal nulla. Miracolo.

Il segretario regionale Rocco Tassone è anche lui “su”, motivatamente soddisfatto. E invia qui a Liberazione numeri e nomi che risuonano come un tamburo. «In Calabria, – dice – risultato eccellente: abbiamo eletto due deputati ed un senatore; di fatto siamo il secondo partito della coalizione. E per questo ringraziamo gli elettori calabresi».

Lavorato sodo. «Pressochè ignorati dai media, abbiamo fatto una campagna elettorale a contatto con il popolo, entrando con rispetto ed umiltà nei luoghi del lavoro: quello precario, quello perso, quello mai avuto. E insieme a Bertinotti abbiamo compiuto un viaggio dal nord al sud della Calabria, dai confini con la Basilicata allo Stretto di Sicilia lungo le strade della vergogna, la ss106 e la A3. Non abbiamo regalato illusioni, non abbiamo fatto promesse impossibili. Ma abbiamo offerto la nostra disponibilità a farci interpreti dei disagi e dei bisogni. E abbiamo assunto impegni».

Buona semina buon raccolto, lo dice anche il Vangelo. «A Taurianova, nella Piana di Gioia Tauro, territorio del famigerato don “Ciccio Mazzetta”, il partito ha candidato alla Camera Pino Ciano (Cpn) ed ha raddoppiato i voti. Nella limitrofa Rosarno, detta la Beirut della Calabria, luogo di residenza delle più potenti famiglie mafiose della regione, l’impegno di un valoroso nucleo di “resistenti” ha portato il Prc dal dato “storico” di qualche decina di voti, al salto odierno di 300».

E veniamo a Pizzo, «la bellissima e disastrata cittadina di “frontiera” in provincia di Vibo Valentia, famosa per il tartufo gelato e per la fucilazione di Gioacchino Murat: qui il partito raggiunge il magnifico risultato di 400 voti. E a Vibo Valentia, tristemente celebre per essere in coda a tutte le città italiane quanto a qualità della vita, raddoppiamo i voti, tocchiamo quota 1100». Infine la provincia di Cosenza, la nostra roccaforte. «Nei grossi centri, come Acri e Castrovillari, dove il partito ha candidato i segretari dei circoli, i voti sono raddoppiati».

Day after in Calabria. C’è un sacco da fare.