Rifondazione Comunista incontra le RSU dell’Italcementi

Il partito della Rifondazione comunista ha incontrato ieri mattina tra i rappresentanti delle Rsu dell’Italcementi presso il salone conferenze dei sindacati all’interno del cementificio, azienda significativa del vibonese con circa 300 addetti tra interni, ditte esterne e relativo indotto. La
delegazione di Rifondazione comunista è abbastanza folta con in prima linea Fosco Giannini, capolista al Senato per il partito, Franco Daniele, candidato sempre al Senato al numero 2, segretario provinciale di Rifondazione, Matteo Malerba, assessore provinciale all¹Ambiente, il
vicesindaco di Rombiolo Bruno Tettè e Renato Giannini, candidato alla Camera e segretario della sezione di Vibo. Per la rappresentanza sindacale unitaria erano presenti Giovanni Patania e Nicola Borrello dello Slai Cobas, Luigi Cremaschi per la Cisl e Adriano Figliucci per la Cgil. Non erano, invece, presenti i lavoratori. L’incontro è stato volto a presentare una proposta di legge per reintrodurre la scala mobile per l’indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici. Ad introdurre il Segretario Daniele che ha poi lasciato spazio agli interventi degli altri intervenuti. Le conclusioni sono toccate a Fosco Giannini che ha ricostruito il percorso legato alla scala mobile, strumento che nel mese di luglio del 1992 fu soppresso sulla base di un accordo interconfederale che il governo ebbe con la Confindustria, la Cgil, la Cisl e la Uil. Così facendo veniva soppressa l’indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori e lavoratrici pubblici e privati che era basata sull¹inflazione rilevata dall’Istat. Giannini ha ripercorso le tappe di quegli anni. «Con lo stesso accordo interconfederale – ha ricordato – la scala mobile veniva sostituita con un modello contrattuale basato sull’inflazione programmata da contrattare, comparto per comparto, ad ogni rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Tale modello di difesa delle retribuzioni e delle pensioni non è riuscito a tutelare il potere di acquisto delle stesse. Infatti, la differenza che ogni anno si determina tra l’inflazione programmata e l’inflazione rilevata non viene colmata dai rinnovi contrattuali – denuncia Giannini – tanto da aver determinato il reale impoverimento di milioni di famiglie di operai, impiegati e pensionati». Il capolista al Senato ha evidenziato che la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei pensionati ha prodotto il crollo dei consumi, con ripercussioni anche sul sistema commerciale, agricolo e industriale. «Lo stesso meccanismo di rilevazione dei prezzi al consumo da parte dell’Istat deve essere integralmente rivisto ha proseguito nel suo ragionamento – inserendo nel paniere voci che lo rendano effettivamente adeguato alla spesa reale di lavoratori e lavoratrici». Ma
non è solo questo il punto da affrontare per Rifondazione Comunista. «La lotta per la cancellazione della legge 30 e di tutte le tipologie di lavoro precarie è fondamentale e comunque occorre tutelare da subito tutti i redditi da lavoro esistenti e le pensioni». La proposta di legge quale efficace sistema di salvaguardia delle retribuzioni, verrà sottoposta al vaglio dei cittadini che saranno chiamati a sottoscriverla al fine di portarla in parlamento. Le medesime integrazioni andrebbero a ricadere anche sulle pensioni erogate dagli enti previdenziali pubblici e privati, nonché le indennità di disoccupazione, di cassa integrazione guadagni, straordinaria ed ordinaria. Alla quantificazione e alla relativa copertura finanziaria degli eventuali oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, si provvederebbe con legge finanziaria, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, della legge 5 agosto 1978, n. 468. La Rsu unitariamente ha concordato sulla bontà della proposta illustrata da
Fosco Giannini e compagni garantendo l’appoggio dei sindacati per la raccolte delle firme ma ha anche evidenziato che di fatto queste argomentazioni non sono state introdotte nel programma elettorale dell’Unione che, a giudizio della rappresentanza unitaria, dovrebbe guardare
con maggiore attenzione su questo fronte ai lavoratori. Nel contempo l¹impegno del partito della Rifondazione Comunista è stato quello di essere al fianco dei lavoratori per la risoluzione dei problemi dei loro problemi come quelli dei pensionati. Per il segretario di sezione Renato Giannini «è evidente come le famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese e come lo strumento della scala mobile sia diventato indispensabile per rilanciare i consumi e di concerto l¹economia italiana. Ci preoccupa che l¹Italia sia al dodicesimo posto in Europa sul fronte del potere d’acquisto dei salari con gli italiani che hanno perso oltre il 13% di valenza del proprio stipendio. Sono dati che devono far riflettere assolutamente affinché ci sia una inversione netta di rotta».