Rifkin:”L´America è un paese spaccato i poveri sono lasciati a morire”

Parla l’economista Jeremy Rifkin
Il sogno americano basato sul profitto ha fallito. Gli Usa ormai sono in un vicolo cieco
L´uragano deriva dall´effetto serra. Ma la Casa Bianca nasconde la verità al mondo

«Le immagini di disperazione che vediamo da New Orleans sono la fotografia del disastro che ha prodotto il cosiddetto sogno americano». A parlare è uno degli economisti statunitensi più conosciuti: Jeremy Rifkin. Il presidente della Foundation on Economic Trends, attento studioso delle sfide della globalizzazione, esprime un giudizio senza appello sul presidente George Bush: «Questa catastrofe ha dimostrato definitivamente che è l´uomo sbagliato al posto sbagliato», spiega Rifkin invitato in Italia dalla campagna «Sbilanciamoci».
Un ciclone così violento Bush non poteva prevederlo.
«Gli Usa sono stati colpiti dall´effetto serra e non da un semplice uragano. Il legame tra surriscaldamento e aumento degli uragani è ormai noto. E in queste ore la Casa Bianca sta nascondendo all´opinione pubblica mondiale ciò che la comunità scientifica internazionale ha previsto da anni, ovvero che il surriscaldamento del pianeta è dovuto allo scellerato modello di sviluppo neoliberista. E´ l´unico aspetto positivo di quest´immane tragedia».
Come fa a vedere qualcosa di positivo?
«Si comincerà a parlare seriamente dei cambiamenti climatici e delle politiche ambientali del governo. Spero che l´opinione pubblica riconosca che il nostro presidente è inadeguato al compito che gli è stato assegnato. Quando l´ho visto sorvolare in elicottero i disperati di New Orleans volevo gridare «Vergogna!» E pensare che la nostra Guardia Nazionale non è in patria ad assistere le vittime ma impegnata nella guerra in Iraq».
Le carenze dei soccorsi hanno fatto esplodere nuove polemiche sul razzismo in America.
«Quello che vediamo oggi è un paese spaccato dove i più poveri sono lasciati morire. Il sogno americano, individualista e diretto solo al profitto, ha fallito. Negli Stati Uniti solo l´11% del Pil viene impiegato nella spesa sociale, mentre in Europa è ancora al 26%. Molti indici di benessere ci dicono ormai che la società europea è migliore di quella americana. Per la prima volta nel 2005 negli Usa ci saranno più persone che hanno aperto una procedura individuale di fallimento che laureati».
Lei cosa propone?
«L´America è in un vicolo cieco, è ostaggio dell´industria petrolifera. Allora mi sono rivolto all´Europa e grazie al sostegno del Parlamento europeo domani annunceremo a Bruxelles un grande progetto per lo sviluppo dell´energia a idrogeno. L´Europa può dare lo slancio verso una nuova rivoluzione industriale basata sulle energie pulite. E allora forse l´America si sveglierà».