Ridefinire il lavoro: per il programma della sinistra di alternativa

Siamo di fronte ad un diffuso sentimento che richiede alle forze democratiche della sinistra il massimo sforzo per cacciare Berlusconi e il suo governo così pericoloso per la democrazia del paese, ma anche alla domanda crescente del “popolo della sinistra” perché ogni organizzazione politica e sociale si rimetta in gioco, al di là del sicuro alveo in cui troppi hanno coltivato rassicuranti certezze.
Tutti i soggetti, particolarmente i partiti, devono quindi avanzare sul terreno della rielaborazione della proposta politica, sul modello di società, forti delle esperienze della storia di ciascuno e di quella del ‘900. Si è fatto un passo in avanti per ricercare valori di riferimento condivisibili, tra chi pensa ad una società non di individui in competizione ma di persone consapevoli del senso di società, della forza di valori quali solidarietà, tolleranza, partecipazione, democrazia, pace.
Questo è stato possibile anche grazie alla sopravvivenza del nostro partito, portatore di valori propri del comunismo, fratellanza e solidarietà, cresciuti nel secolo appena trascorso (senza le storture introdotte dai poteri delle burocrazie statali). La riemersione di una lettura critica dell’attuale società liberista, capitalistica ha attraversato momenti importanti, fino a formare, mantenendo le differenze, un grande movimento che ha tentato la rielaborazione di una società più giusta, rispettosa delle persone e dell’ambiente. Ora la domanda è più netta e urgente. E’ necessario avanzare, mettendo a confronto l’immagine di società attesa e definire i contorni e le caratteristiche di progetto e programmi per costruirla. Forze politiche che vorrebbero rappresentare un’alternativa hanno il dovere di confrontare i propri programmi collettivi (non quelli di singoli), aperti a tutti perché parte di una vita democratica, modificabili dialetticamente con chiunque si muova con l’obiettivo di costruzione di società nuova. La necessità è che, in un sistema democratico, le forze politiche rappresentino nelle istituzioni queste opzioni, per affermarle nelle leggi e nelle regole. Questa è prevalente su sigle e composizioni di gruppi dirigenti;essi seguiranno! Tutto ciò è urgente.
Una forza di sinistra d’alternativa deve confrontarsi senza subordinazioni e con autorevolezza con un centro sinistra sempre più moderato e appiattito su ipotesi di gestione dell’esistente, che non prevede equità.
Il tema del lavoro è il primo e complesso punto su cui verificare la convergenza delle aspirazioni che oggi attraversano “il popolo che cerca” la nuova società, che non può essere affrontato solo con una visione tradizionale. Va rivisto alla luce del suo impatto con l’ambiente sociale e naturale in cui si inserisce, alla luce della profonda precarizzazione e frammentazione del lavoro e dei diritti delle persone. Dobbiamo riuscire a ridisegnare l’idea di cosa sia il lavoro nella società di oggi, come strumento per soddisfare i bisogni singoli e sociali, liberazione della persona dai rischi di subordinazione al potere, esaltazione delle capacità di pensiero e opera per un miglioramento collettivo della società e dell’ambiente. Ridefinire il lavoro chiede la volontà di pensarlo con doppia valenza: la persona e l’ambiente naturale e sociale. Riproporre categorie della produzione e del consumo nuove, non basate sulla quantità, ma in un contesto allargato al sistema di vita e alla domanda dei paesi del Terzo Mondo. Con l’obiettivo di assegnare eguale valenza tra prestazione più umile e di maggior prestigio. L’esigenza è quella di ricomporre le filiere produttive con l’accesso ad altri paesi. Si tratta di capire come ripartire da vocazioni, da ricchezze proprie di un territorio, limitando gli spostamenti inutili che consumano e disperdono risorse. Molte riflessioni si susseguono e si richiamano ma andrebbero fermate ed indagate. Attendendo un luogo in cui se ne possa discutere. E’ azzardato dire che, forse, la chiave di lettura è quella di abolire la parola “competitività” per sosituirla con “collaborazione”?