Ricordando Patrice Lumumba nel 50esimo anniversario della sua morte

Sono già passati cinquant’anni da quando i paracadutisti belgi, con la collaborazione determinante delle Nazioni Unite, assassinarono Patrice Lumumba il giovane Presidente nazionalista del Congo.
Patrice-Émery Lumumba nacque il 2 luglio 1925 a Katako-Kombe nel Kasai Orientale, nella parte centrale dell’allora Congo Belga, da una famiglia di etnia tetela. Lumumba apparteneva agli évolués, ovvero la piccola borghesia congolese europeizzante figlia del politica coloniale di assimilazione dei belgi. Dopo aver compiuto gli studi presso la missione cattolica e poi quella protestante decise, a diciotto anni, di recarsi in città. Compì Dapprima a Kindu ed inseguito a Stanleyville, l’odierna Kisangani, la sua formazione intellettuale. Dopo aver ricoperto ricoperto alcuni piccoli incarichi nella pubblica amministrazione, nel 1957 troverà un lavoro di responsabilità nella capitale Léopoldville, oggi Kinshasa. L’anno seguente fonderà il Movimento Nazionale Congolese (Mnc) prendendo parte alla prima conferenza panafricana ad Accra nel Ghana indipendente di Kwame Nkrumah. Nel panorama politico congolese di allora il Mnc si distinse per la visione unitaria, sovraetnica ed antiregionalistica dello stato che rifletteva la natura piccolo-borghese del movimento. I tre capisaldi del lumumbismo sono: indipendenza economico-politica, unità nazionale e collegamento con gli altri movimenti nazionalistici africani. Inseguito ai disordini violenti scoppiati a Léopoldville il 4 gennaio del 1959, Bruxelles decise di affrettare il processo di decolonizzazione. Il 30 giugno del 1960 Il Congo ottiene l’indipendenza. Lumumba ne diventa il primo premier. Tuttavia di lì a poco Moisés Tchombé, grazie al supporto degli ex colonialisti belgi, diede vita ad un movimento secessionista nel Katanga, regione ricca di minerali preziosi. Approfittando del disordine creatosi nel paese il Belgio inviò paracadutisti mentre le Nazioni Unite intervennero con una “forza di pace”. Nell’autunno del 1960 il Presidente Joseph Kasa-Vubu attuò un colpo di stato consegnando il capo del governo Lumumba ai mercenari belgi, venuti in soccorso dei secessionisti, che inseguito lo assassinarono. Complice del delitto fu anche il governo degli Stati Uniti allora presieduto dal Repubblicano Dwight D. Eisenhower . « Lumumba era un pericolo per il Congo e per il resto del mondo, perché avrebbe permesso ai comunisti di stabilirsi nella regione » dichiarò Lawrence Devlin, uomo della Cia a Lèopoldville.
L’ordine di assassinare Lumumba venne direttamente da Washington. Catturato dai soldati di Tchombéil 2 dicembre del 1960, mentre stava cercando di riparare a Stanleyville, Lumumba venne trasferito il 17 gennaio a Elizabethville, oggi Lumumbashi, nel Katanga. Li, dopo essere stato torturato, venne ucciso da un plotone d’esecuzione al comando di un ufficiale belga. Inseguito verrà fatto a pezzi con una sega per poi essere disciolto nell’acido. Nonostante la sua morte, l’eredità di Lumumba, come quella di altri martiri della lotta contro l’imperialismo, vive ancora nei cuori di milioni di persone appartenenti alle più diverse nazionalità e religioni. Gli uomini possono essere uccisi, ma le loro idee no.